La corsa verso il voto è ormai partita |
Le fibrillazioni di questi giorni, nel centrodestra e nel centrosinistra, danno il segno che si è ormai entrati nella campagna preelettorale: un anno da qui al voto, cioè un’eternità, aspettando quel che succede con il referendum sulla giustizia.Sarà una produzione calorica di conflitto politico, poi difficile da smaltire. Al di là dell’urgenza della cronaca (non ultimo la difesa della legalità repubblicana dopo la guerriglia di Torino con il brutale pestaggio di un poliziotto), molto dipenderà dall’evoluzione del quadro internazionale, che per Giorgia Meloni è insieme il suo punto di forza e il suo lato debole. Il vantaggio competitivo del centrodestra è che è già in campo e che si riconosce, volente o nolente, nella guida della premier. Questo non succede dall’altra parte. I consensi dei due poli, all’incirca, si equivalgono e basta poco (diciamo il 3% la quota più o meno di Calenda) per fare la differenza. Quindi scostamenti pur piccoli nei numeri possono produrre effetti più grandi.
I casi riguardano Vannacci e appunto Calenda, ma il primo è il più dirompente: scuote i rapporti fra Lega e FdI, sdogana una pericolosa competizione sull’estrema destra per un Salvini già collocato sul lato estremo e allerta la stessa Meloni, per la quale vale l’imperativo di non........