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Un paese che muore e non solo di caldo

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28.06.2026

Fa caldo. Fa molto caldo. Fa davvero molto caldo. Fa talmente caldo che non si sa più come vestirsi, signora mia. E mentre il caldo, come da sua natura, caldeggia, il politico e l’amministratore dormono. Tanto prima o poi passerà, non è così?

Si è scritto, ma non abbastanza, di uno dei problemi più gravi e più sottovalutati dell’ondata africana che da giorni - e andrà avanti ancora per un po’ - sta colpendo i nostri territori. E cioè la protezione dei soggetti deboli, delle persone fragili, dei malati cronici. E se questo è un problema di fatto insolubile nelle abitazioni private rappresenta invece un disservizio inaccettabile in tutte quelle strutture che esistono proprio per ospitare questo tipo di pazienti. L’argomento è poco simpatico e quindi generalmente si evita di parlarne sotto l’ombrellone o aspettando l’aperitivo, ma per tutti quelli - tanti - che sono o sono stati coinvolti in prima persona rappresenta un dramma.

Perché ci sono tante Rsa senza aria condizionata? E perché sono nelle stesse condizioni altrettante comunità sociosanitarie, strutture protette, centri psichiatrici, reparti ospedalieri, per non parlare delle carceri, ma anche delle scuole? Perché? Perché pur sapendo, come abbiamo scritto con grande chiarezza su questo giornale, che secondo le statistiche la mortalità nelle case di riposo durante i giorni infuocati dell’anticiclone africano aumenta quasi del 15% diverse sedi non sono state adeguate? Perché solo le Rsa di recente costruzione o quelle che hanno........

© La Provincia di Como