Riforma elettorale, coalizioni in alto mare
Il dibattito sulla nuova legge elettorale continua a evidenziare le profonde divisioni che attraversano maggioranza e opposizione. Dietro gli oscuri tecnicismi, è in corso uno scontro che l’opinione pubblica fatica a comprendere nei dettagli, ma di cui è in grado di cogliere perfettamente il profilo essenziale: malgrado i proclami, nessun partito è realmente disposto a rinunciare alle liste bloccate.
Le ragioni sono chiare: una larga parte degli attuali parlamentari difficilmente verrebbe rieletta attraverso il voto di preferenza. La loro sopravvivenza politica dipende molto più dal favore dei vertici di partito che dal consenso degli elettori. In queste condizioni, parlare di democrazia rappresentativa rischia di diventare una formula retorica, perfino una boutade.
In verità, la legge elettorale è anche lo specchio delle contraddizioni politiche del paese. Nel centrodestra è destinata a pesare la variabile Roberto Vannacci. Non è un mistero che Giorgia Meloni possa essere tentata di costruire un’intesa elettorale con il generale per massimizzare il consenso, salvo rinviare ogni chiarimento in........
