Stragi in mare, le denunce cadute nel vuoto |
Settimana scorsa è stato pubblicato un nuovo rapporto congiunto, realizzato dalla Missione di sostegno delle Nazioni Unite in Libia e dall’Ufficio dell’Alto commissariato per i diritti umani. Relativo al periodo 2024-2025, ribadisce fatti molto gravi, già noti ma rimasti senza risposta: gli abusi contro migranti e rifugiati sono diventati parte di un modello economico strutturato e improntato allo sfruttamento.
Le violenze includono arresti e detenzioni arbitrarie in luoghi illegali tra sovraffollamento, torture, estorsioni, lavoro forzato e, per le donne, ricorrenza di molestie e sparizioni dopo «prelievi» notturni; migliaia di persone vengono intercettate nel Mediterraneo centrale con metodi pericolosi e ricondotte forzatamente in Libia (21.762 nel 2024, 27.116 l’anno scorso) nonostante il Paese non sia considerato sicuro per lo sbarco, anche da sentenze di Tribunali italiani. Il rapporto evidenzia poi l’esistenza di reti di trafficanti, talvolta collegate ad attori statali, che traggono profitto da pratiche quali il lavoro forzato, la schiavitù e la violenza sessuale. Come se non bastasse, tra il 2024 e il 2025 nel Paese del Nord Africa sono state scoperte fosse comuni con corpi di migranti.
«Meglio il Mediterraneo dei lager» ha detto una persona........