La guerra in Ucraina non è “solo” fra eserciti

Mentre Donald Trump si apprestava a incontrare Xi Jinping a Pechino, la Russia giovedì scorso lanciava uno dei più gravi attacchi sull’Ucraina con missili e droni dall’inizio dell’invasione su larga scala, il 24 febbraio 2022. Il raid su Kiev ha sbriciolato l’ala di un condominio uccidendo nel sonno 24 persone, fra le quali tre bambini. La coincidenza appare difficilmente casuale. Può essere invece letta come un messaggio implicito alle due grandi potenze, Usa e Cina: è Mosca a dettare la linea sulla guerra contro lo Stato confinante. Il Cremlino è deluso dalla mediazione della Casa Bianca perché si attendeva mosse decisive per obbligare Kiev alla resa accettando il «Piano di pace» nella versione gradita da Vladimir Putin, con la pretesa di ottenere territori non ancora conquistati (il 20% dell’oblast di Donetsk, in Donbas) e di dettare le garanzie di sicurezza a un Paese che ha menomato già nel 2014 con l’annessione militare e illegale della Crimea. Gli Stati Uniti peraltro non hanno più carte da giocare rispetto all’Ucraina, non fornendole più sostegno in armamenti diretti e avendo sospeso quello tramite gli acquisti dell’Europa. Gli arsenali americani infatti sono in svuotamento in seguito alla folle aggressione........

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