Disarmare l’intelligenza artificiale per restare umani
Non c’è solo la pace da disarmare, c’è anche l’Intelligenza Artificiale. E non va solo disarmata, ma resa ospitale e abitabile, perché nel mondo che si sta costruendo con algoritmi e banche dati è l’uomo che deve dominare le macchine, non certo il contrario. Nella «Magnifica Humanitas», la prima enciclica di Leone XIV, il concetto che sta molto a cuore al Papa (e con il quale si è presentato al mondo appena uscito dal conclave) compare «solo» a metà del testo, ma non c’è dubbio che sia il fulcro dell’intero documento pontificio. L’IA va disarmata «per sottrarla alla logica della competizione armata, che oggi non è più solo militare, ma economica e cognitiva». L’IA va disarmata «per rompere l’equivalenza tra potenza tecnica e diritto di governare». Disarmare - puntualizza Papa Prevost - non significa rinunciare alla tecnologia, ma impedirle di dominare l’umano: «Significa sottrarla ai monopoli, renderla discutibile, contestabile, e quindi abitabile (…)». Perché oggi il compito che abbiamo di fronte «non è solo etico o tecnico: è ecologico nel senso più radicale, perché chiama in causa una nuova dimensione della nostra Casa comune. L’IA è già un ambiente in cui siamo immersi e un potere con cui dobbiamo fare i conti», ed è proprio per questo che non è sufficiente regolarla: «Va disarmata e resa ospitale».
L’IA non è solo energivora (assorbe infinitamente di più di quello che pensiamo), non mette solo a dura prova le risorse del Creato (sempre più limitate), ma finisce col consumare la dignità delle persone, soprattutto dei più deboli e dei più indifesi, e ad annullare il rispetto dei diritti, anche quelli più elementari, che già oggi sono quotidianamente in pericolo. E il primo tra i diritti ad essere minacciato, come diceva lo stesso Francesco, è quello di non poter più riconoscere il principio della loro universalità, perché si è rinunciato alla «ricerca dei fondamenti più solidi che stanno alla base delle nostre scelte e delle nostre leggi». Il rischio che si corre è altissimo, perché «quando la ragione si lascia interrogare seriamente sulla natura umana, è in grado di scoprire valori che valgono per tutti. Ma se questo lavoro di ricerca venisse abbandonato, potrebbe accadere che diritti oggi ritenuti intoccabili, in futuro, finiscano per essere messi in discussione o negati da chi detiene il potere, magari dopo aver ottenuto un consenso solo apparente da parte di popolazioni........
