Ferrara, nell’alveare del Grattacielo: un caleidoscopio di culture

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Ferrara Il telefono che squilla quando fuori è ancora notte. Le strade ghiacciate e deserte di una parte di città che dorme e il caos, la paura, il non riuscire subito a capire e a realizzare cosa sia realmente successo dalla parte opposta.

Il grattacielo è una spina nel fianco per Ferrara. Un non luogo difficile da raccontare. Centinaia di appartamenti collegati da scale strette e buie in cui abitano persone di tutte le nazionalità. Il numero di residenti è imprecisato e i dati ufficiali ben si discostano da quelli reali. Una sorta di alveare dove tutto sembra precario, sicurezza compresa. Ecco perché alla notizia dell’incendio il cuore di molti è balzato in gola. Le torri sarebbero potute diventare una trappola mortale e se nessuno si è fatto niente è solo perché quei palazzi, ed è bene che questo sia chiaro, si trovano a Ferrara. Una città dove i Piani funzionano, dove la macchina dei soccorsi arriva in fretta e sa come muoversi. E così è stato.

I soccorsi

I vigili del fuoco sono arrivati da ogni parte della provincia. Decine di uomini e di mezzi, massimi esperti che nulla hanno lasciato al caso. E poi l’assessora........

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