Addio al 2025 annus horribilis, dalla Spal all’Ars per sperare

Ferrara Riavvolgere la mente e rivivere quanto successo in questo 2025 sul fronte biancazzurro fa molto male e non è cosa per nulla semplice. Perché no, non si sta parlando “solo” di calcio. Quando c’è di mezzo il pallone nei cuori e nelle vite dei tifosi, si tratta sempre di qualcosa in più, che non si può capire se non ci si è dentro, parafrasando Nick Hornby nel libro Febbre a 90’. Allora viene spontaneo quell’amaro magone nel ripensare ai lunghissimi ultimi 12 mesi trascorsi: sempre e comunque difficili sul campo, ma soprattutto gravemente macchiati dalle mosse finanziarie di un signore americano giunto a Ferrara a vendere sogni di gloria, ma poi scomparso dai radar estensi – per sua scelta – dopo aver commesso il delitto calcistico che nessuno sportivo avrebbe meritato.

Nei classici bilanci di fine anno, dalla pandemia Covid in poi, i report hanno sempre avuto sintesi di negatività tra risultati mancati, drammi di campo sfiorati, pochezza generale e una cattiva gestione societaria, poi certificata dal tempo e dai fatti. Ma questo 2025 verrà per sempre ricordato come l’anno più nero della Spal. Oggi diventata Ars et Labor Ferrara Calcio e costretta a battagliare – faticando a più non posso – nei campi sportivi dell’Emilia Romagna per tentare di risollevarsi dalla categoria più bassa mai conosciuta prima dalla città estense: l’Eccellenza.

Destino playout

Circa 365 giorni fa l’oscena stagione di serie C 2024/2025 necessitava di alcuni correttivi di mercato per evitare di sprofondare. In via Copparo........

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