Ferrara, caso Arquà: tutti i dubbi del processo
Ferrara, caso Arquà: tutti i dubbi del processo
Messaggi, date, sospetti e telecamere. L’ex vicesindaco richiamato in Aula per chiarire
Ferrara Ultimo atto ieri, prima della discussione, del processo all’ex consigliera della Lega Rossella Arquà sulle missive minatorie indirizzate all’ex vicesindaco Nicola Lodi. Un’udienza in cui proprio Lodi, parte civile, è stato richiamato per chiarire le incongruenze emerse nel corso del dibattimento tra la sua prima deposizione in aula, alcuni aspetti legati alla scansione cronologica degli eventi e altre dichiarazioni testimoniali. Il processo vede contrapposte due versioni: quella dell’imputata, che ha ammesso – come è ormai chiaro – di essere stata lei la mittente delle lettere, ma di averlo fatto su indicazione dello stesso Lodi, «che voleva anche lui apparire una vittima»; e quella di Lodi, che ieri ha ribadito che tra lui e l’ex consigliera non c’è mai stato alcun accordo: «Io questo non lo ammetterò mai, lo giurerei con il sangue che Arquà ha fatto tutto questo per vendetta, perché percepiva che la stavo allontanando».
Su questo punto è stato il giudice Palasciano a sollecitare Lodi a spiegare una circostanza ritenuta significativa. Il 4 giugno 2021, pochi giorni prima........
