menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

La riforma dei medici affonda: a rischio le case di comunità

8 0
saturday

Roma blocca, e il Veneto aspetta. Mentre le case di comunità della regione rischiano di arrivare al 30 giugno senza essere pienamente operative (a dispetto di quanto previsto dal Pnrr), a livello nazionale scoppia una crisi: la riforma del ministro della salute Orazio Schillaci, che avrebbe dovuto portare i medici di medicina generale come dipendenti dentro le nuove strutture con regole certe e modelli organizzativi definiti, è naufragata per mano dello stesso centrodestra.

I medici vogliono restare liberi professionisti convenzionati, e i partiti di maggioranza li sostengono. Un cortocircuito politico che rende perlomeno incerto il destino dei nuovi presidi sanitari territoriali. Si tratta di uno dei passaggi più stretti che la sanità pubblica abbia attraversato negli ultimi decenni. Un passaggio epocale.

La riforma che non c’è più

Giorni di riunioni, discussioni, ritocchi alle bozze sono stati inutili. Anzi, sono serviti ai medici di famiglia per serrare i ranghi e partire all’attacco, minacciando lo sciopero e togliendo la terra sotto i piedi alle Regioni: sono andati a spiegare la loro contrarietà direttamente a Fratelli d’Italia e Forza Italia, che da sempre ha avuto dubbi su una riforma della professione.

Hanno esercitato la loro capacità di lobbying, quella che da anni blocca qualunque tentativo di riforma sul punto. Alla fine pure Palazzo Chigi è stato coinvolto: avrebbe prima chiesto di rallentare, dopo un incontro del 13........

© La Nuova di Venezia