Estate quanto mi costi: a Caorle prezzi degli ombrelloni su del 5%, abbonamenti fino a 1.400 euro |
Aumentano ancora le tariffe per gli ombrelloni a Caorle, ma anche sulla spiaggia di Levante e di Ponente che registrano un più +5% rispetto all’anno scorso. Tra il 2024 e il 2025 il sovrapprezzo degli abbonamenti era stato di 200 euro.
Rispetto a un anno fa, come sostiene la direzione, per far tornare i conti è stato necessario adeguare le paghe ma anche aumentare i costi del materiale e delle attrezzature. Una novità che regista già qualche protesta.
I prezzi in Alta e bassa stagione
La bassa stagione per gli ombrelloni, va dal primo al 16 maggio e dal 16 settembre e la chiusura delle spiagge, quindi tra la penultima e l’ultima domenica di settembre. Dal 15 maggio al 15 settembre è considerata alta stagione per le attrezzature.
Dunque, per il giornaliero, in bassa stagione si pagano 15 euro; in alta stagione, invece, da lunedì al venerdì, l’ombrellone costa 27 euro nelle prime file, 25 nelle intermedie, 22 in quelle più lontane. Il sabato, la domenica e i festivi, in prima fila si pagano 31 euro, 40 con il supplemento sdraio.
Molti ricorrono, anche a Caorle, all’abbonamento stagionale: in quarta fila costa 990 euro, in terza 1.200 euro, vista mare 1.390 euro.
In prima fila, in bassa stagione 7 giorni costano 100 euro, in alta stagione e nei festivi 160; per 14 giorni si pagano 310 euro, per 30 giorni 620 euro. La tariffa di mezza giornata, dalle 13 in poi, in alta stagione vale 15 euro – per tutte le file, dal lunedì al venerdì – mentre sale a 18 euro il sabato, la domenica e nei giorni festivi (come ad esempio il 2 giugno e 15 agosto).
Tra 2024 e 2025 si erano registrati aumenti a doppia cifra per i servizi di salvataggio e di terra sugli arenili, con postazioni che si pagavano almeno 100-200 euro di media in più rispetto agli anni passati. Aumenti analoghi anche per gli spazi riservati alle agenzie e ai condomini.
Carli: «aumenti non indiscriminati»
Con i chiari di luna, il potere d’acquisto dei consumatori diminuito e la crisi internazionale in corso, fissare subito i prezzi anziché aspettare potrebbe rivelarsi essere stata una scelta opportuna.
«Ci siamo dovuti adeguare anche quest’anno» ha spiegato Ivan Carli, direttore del Consorzio, «ma non parlerei di aumenti indiscriminati così come ho visto scrivere sui social dove, peraltro, secondo me si fa inutile allarmismo. I costi ci sono, dobbiamo farvi fronte. Perciò abbiamo dovuto adottare un ritocco».
Intanto è iniziato il conto alla rovescia per il primo giorno di apertura delle spiagge