Fratelli d’Italia, De Carlo in bilico. Donazzan punta su Silvio Giovine |
Taci, il nemico ti ascolta. Silenziati dal diktat che proibisce le polemiche interne e bandisce (sulla carta, almeno) il correntismo, i veterani di Fratelli d’Italia riversano il malumore in chat protette e colloqui privati. Lamentano il paradiso elettorale perduto. Inveiscono contro il sortilegio leghista operato da Luca Zaia, che ha tramutato il ventilato primato della destra in un doppiaggio mortificante.
E contestano il dux veneto Luca De Carlo, imputandogli una leadership elettorale maldestra, culminata (ahi, le profezie social) nel post allusivo «tranquilli, cambierà colore presto», abbinato al Canal Grande tinteggiato di verde dai ribelli ambientalisti.
Le critiche al senatore cadorino investono più versanti: la sordità al disagio emerso nella stagione congressuale, il mancato coordinamento della campagna («Candidati allo sbaraglio, si è speso solo per un paio di fedelissimi»), l’assenza di punti programmatici qualificanti, l’estenuante tiro alla fune sulla presidenza, rivendicata confusamente e infine ceduta (da Roma, in verità) alla Lega di Alberto Stefani.
«Troppi errori, scontiamo un........© La Nuova di Venezia