Riforma dei porti al via tra due settimane, Rixi: «L’Italia rischia di restare isolata»

Entro due settimane la riforma dei porti comincerà il suo percorso parlamentare. Il disegno di legge sarà assegnato alla commissione Trasporti della Camera in settimana e la prossima verrà incardinato, dando avvio alla discussione sul testo.

Le previsioni del viceministro con delega ai Porti Edoardo Rixi parlavano di un’approvazione della norma entro l’anno, ma il realismo impone di dire che il 2026 si concluderà al massimo con il voto alla Camera, con via libera definitivo del Senato entro la primavera 2027.

Cioè sul fotofinish rispetto alla possibilità concreta di una fine anticipata della legislatura, se si voterà tra aprile e maggio. Intanto l’esponente del governo Meloni annuncia per la prima volta che la nuova spa Porti d’Italia potrà aprirsi all’ingresso di privati: il controllo rimarrà pubblico, ma bisogna far fronte al quasi azzeramento alla dotazione finanziaria deciso dopo i rilievi della Ragioneria dello Stato sulle modalità di trasferimento delle risorse dalle Autorità portuali verso il centro.

L’Italia non ha bisogno di una Porti d’Italia, ma di sei Autorità: il rischio è di restare ai margini delle catene logistiche globali

Rixi parla dal Deportibus, evento itinerante sulla portualità nazionale, che si è dato convegno a Ravenna per la sua tre giorni. Conferma che il ddl è in fase di atterraggio alla Camera: «Vorremmo chiudere entro dicembre in questo ramo del Parlamento, dopo quattro anni che si parla di riforma e tutti hanno chiaro ciò che vorrebbero e non vorrebbero».

Nell’intervista con il direttore dei quotidiani Nem, Paolo Possamai, Rixi si dice «pronto a collaborare con tutti su quella che sottolineo essere ancora una bozza. Possiamo creare una discussione serena anche a un anno dalla campagna elettorale: c’è spazio per modifiche e lo dirò all’opposizione, a patto che nessuno voglia perdere tempo».

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