Beatrice Venezi dopo il caso Fenice: «Così è sfumato il progetto culturale del governo»

Maestro Beatrice Venezi, l’ex sottosegretario al ministero della Cultura Gianmarco Mazzi l’aveva definita un modello per il futuro della lirica. Ora la sua nomina alla Fenice è stata stralciata.

«Le mie idee per Venezia le ho sempre esposte, sono convinta sarebbero state dirompenti. C’è stato un accanimento, questo muro contro muro per impedire un cambio di rotta. Si sarebbe data una proiezione internazionale a un teatro simbolo, oltre alla sua storia. Questa era l’idea».

«Tante cose, nelle ultime settimane. Forse, è sfumato il progetto culturale di questo governo».

A Venezia le voci corrono e si alimentano, c’è chi dice che ha concordato tutto con governo e il sovrintendente Nicola Colabianchi, anche per portare a casa i proventi di una causa legale.

«A casa i soldi li porterò, spero».

Anche la sua vicinanza al presidente della Biennale Pietrangelo Buttafuoco è stata messa sotto la lente. Ha influito?

«Sono sostenitrice di Buttafuco, sono dalla parte degli intellettuali liberi e indipendenti. Lascio al pubblico trarre le conclusioni. Ho espresso il mio sostegno e c’è un rapporto di stima reciproca che nessuno dei due ha nascosto».

Pensava si sarebbe arrivati a questo punto?

«Ho iniziato a sospettare qualcosa quando Zecchi (Stefano, consigliere comunale, arruolato da Fdi, ndr) si è pronunciato a favore dell’Orchestra. Mi sono chiesta: non è che trovare la pax alla Fenice........

© La Nuova di Venezia