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Referendum, il ministro Valditara: “Un Sì per guarire la giustizia”

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13.03.2026

Giuseppe Valditara, 65 anni, politologo, giurista e ministro dell’Istruzione

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Roma, 13 marzo 2026 – Ministro Giuseppe Valditara perché, secondo lei, la riforma della giustizia “è una straordinaria occasione”?

"È l’occasione per cambiare la giustizia, una giustizia ‘malata’, come è stata definita in un manifesto di cinquanta magistrati per il Sì. Ed è un’occasione che non si ripeterà. La giustizia è malata per via delle correnti che hanno costituito una vera e propria casta. Sono le correnti a decidere le nomine nei tribunali e a definire trasferimenti, promozioni, carriera dei magistrati e sanzioni disciplinari. Il sorteggio per l’elezione del Csm elimina questo meccanismo alla radice e indebolisce la politicizzazione della magistratura ridandole autorevolezza e liberando tanti magistrati dalla cappa delle correnti".

Le correnti, però, sono anche espressione della libertà di associazione…

"Le correnti hanno occupato il Csm: su 20 magistrati togati, 19 sono espressione di correnti. È indicativo quello che Roger Abravanel ha verificato in uno studio su arretrati e durata dei processi: su 140 giudici civili, 100 hanno evidenziato risultati pessimi, 13 mediocri, 27 molto buoni. Secondo questo studio buona parte della responsabilità di questi pessimi risultati sarebbe di chi governa i tribunali: le figure apicali oggi sono spesso scelte attraverso un meccanismo correntizio che si ispira alla logica del do ut des. È lo stesso meccanismo che ha caratterizzato la casta dei baroni universitari. E anche in quel caso il sorteggio è stato concepito per introdurre maggiore trasparenza nelle commissioni di concorso. Con la nascita di Magistratura democratica c’è stato un ulteriore passo: la politicizzazione della giurisdizione. La nostra riforma non vieta ai magistrati la libertà di associarsi, ma toglie alle correnti il potere di condizionare il Csm. Non dimentichiamoci che la Costituzione afferma che i giudici sono soggetti solo alla legge”.

La riforma mette a rischio l’autonomia e l’indipendenza della magistratura?

"Questa è una affermazione falsa: la garanzia della autonomia e della indipendenza della magistratura è ribadita dall’articolo 104 della Costituzione. Poi c’è la Corte costituzionale che vigilerà: qualsiasi legge che dovesse violare questo principio sarebbe incostituzionale. Inoltre, il Codice di procedura penale non viene toccato e quindi i poteri del pm non vengono ridimensionati: nella riforma non c’è una sola riga dalla quale si evinca che la magistratura è sottomessa al governo".

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C’è un clima di grande tensione sul voto, è responsabilità anche della maggioranza

"Assolutamente no, la maggioranza ha sempre avuto molto rispetto verso gli avversari. Ho sentito, invece, un rettore definire ‘banditi’ esponenti del governo che sostengono il Sì. Ho sentito parlare di disegno fascista e piduista. C’è tutta questa aggressività da parte dell’opposizione perché la riforma va a toccare centri di potere peraltro non legittimati dai Costituenti, intacca il ruolo politico di una magistratura militante”.

Il ministro Nordio, comunque, ha definito «para-mafioso» il sistema di nomine del Csm…

"Nordio si è prontamente adeguato all’invito del Presidente della Repubblica ad abbassare i toni, mentre dall’opposizione viene uno stillicidio continuo di offese e di menzogne: così si inquina il dibattito e si ingannano i cittadini, la menzogna in democrazia è un fatto grave".

È giusto che nelle scuole si organizzino dibattiti sul referendum?

"Dibattere sulle questioni referendarie è importante, ma va rispettata la par condicio, le scuole non devono mai essere luoghi di indottrinamento o di propaganda a senso unico”.

La Cgil invoca l’autonomia didattica…

"La Cgil ha una concezione dell’autonomia che non corrisponde alla essenza di una scuola costituzionale e democratica. La scuola è pagata da tutti i cittadini, gli studenti hanno diritto ad una formazione che abitui al pluralismo delle idee, al dialogo e allo spirito critico”.

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