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Elba, “isola modello” del Mediterraneo tra sogno e realtà

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31.03.2026

Il Volterraio e uno scorcio del mare dell'Elba

Portoferraio, 27 marzo 2026 – Lambiti gli spettacolari calcari dell’isola di Brac e oltrepassato il labirinto cretese che imprigionó il Minotauro, il vascello della sostenibilità europea é approdato, come gli Argonauti, all’isola d’Elba. L’inossidabile Aethalìa (‘la fuligginosa’ come la chiamavano gli antichi greci), scrollatasi di dosso qualche millennio, si é candidata a diventare l’isola ‘modello’ del ‘mare nostrum’.

Fotovoltaico, eolico e energie marine sono pronti a farne un laboratorio vivente di sostenibilità. Le potenzialità ci sono tutte: l’ottima predisposizione del territorio, un’elevata consapevolezza dei cittadini rispetto ai danni già provocati dai cambiamenti climatici (89%), e 3 elbani su 4 che si sarebbero già espressi a favore della decarbonizzazione. Questo stando ai risultati del sondaggio effettuato in seno al progetto pilota Co2 Pacman, coordinato dall’Università di Siena e finanziato dal programma Interreg Euro-MED, che ha scelto l’Elba come una delle 3 ‘isole modello’ accanto a Brac in Croazia e Creta in Grecia. Parliamo di un’iniziativa che può contare complessivamente su quasi 3 milioni di euro (2,8) in 2 anni (dal 2024 al 2026) e interessa 7 paesi europei (Italia, Grecia, Croazia, Spagna, Cipro, Bulgaria, Bosnia-Erzegovina). Un budget per fare il giro di boa incrociando dati scientifici e scenari di decarbonizzazione (info su: https://co2pacman.interreg-euro-med.eu/).

«La consapevolezza dei cittadini e il potenziale rinnovabile del territorio (fotovoltaico, eolico, agrivoltaico e altre soluzioni integrate) ci danno grande fiducia – ha commentato il coordinatore del progetto Simone Bastianoni, professore dell'Università di Siena, a margine dell'incontro conclusivo con le amministrazioni elbane, l’assessore regionale Barontini, il commissario del Parco Arcenni, l’onorevole a Pecoraro Scanio, il consigliere ministeriale Lanera, il vicegovernatore della Regione di Creta Xylouris e molti altri tra addetti ai lavori e imprenditori. I risultati dell’inventario dei gas serra (GHG) parlano di un bilancio netto di emissioni pari a 135 mila tonnellate di CO2 equivalente all’anno.

Secondo gli elbani, già dotati di un’attiva comunità energetica rinnovabile (CER), la tendenza si può invertire intervenendo in primis sulla gestione dei trasporti (72%), seguita da energie rinnovabili (67%) e gestione dei rifiuti (53%). Quello della transizione energetica è un sogno in cui vale la pena credere. Ma sempre restando con i piedi per terra.

Il territorio insulare è fragile, periodicamente devastato da eventi calamitosi «Manca una progettazione coordinata che riguardi tutta l’Isola e che destini, per i prossimi 5 -10 anni, fondi sostanziosi e certi» ha detto Legambiente arcipelago toscano - «Stride la scarsa attenzione per questi temi dimostrata dai politici elbani, con solo 3 amministrazioni comunali presenti e un solo sindaco, quello di Marciana Simone Barbi,» ha puntualizzato il Cigno Verde, che ha partecipato e applaudito al progetto pilota europeo.

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