Il 17enne e i deliri sulla strage a scuola. Smartphone e tablet al setaccio: “Voleva solo fare il bulletto”

Immagine dal canale Telegram ‘Werewolf division’ frequentato dal giovane. Veniva glorificato il killer Brenton Tarrant

Articolo: “Mio figlio introverso e studioso, è tutto inimmaginabile”: prepara strage a scuola, il dolore del padre dopo l’arresto

Articolo: Chi sono gli incel e come la “manosfera” sta riscrivendo le relazioni tra i banchi di scuola

Articolo: “La violenza tra i giovani è diventata normale”. Allarme delle scuole: “Cause? Social, famiglie assenti, solitudine”

Umbertide (Perugia), 1 aprile 2026 – «L’ho sentito brevemente al telefono poco prima del trasferimento in carcere, era spaventato e preoccupato. Ho cercato di tranquillizzarlo». Così l’avvocato difensore Angelo Pettinella parla del 17enne pescarese, residente solo da qualche mese a Umbertide, arrestato dai carabinieri del Ros per propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa, nonché per detenzione di materiale con finalità di terrorismo. Per gli inquirenti celebrava on line i killer stragisti più spietati e si preparava a colpire nel liceo artistico di Pescara, che per la difesa non avrebbe mai frequentato.

"Voleva solo fare il bulletto”

«Mio figlio è un ragazzino studioso e introverso – cosi lo descrive il papà al Tgr Abruzzo– , voleva fare il bulletto con gli amici. Con le mani è proprio negato». E anche il dirigente scolastico del Campus di Umbertide fa un ritratto dello studente ben diverso da quello emerso dall’inchiesta: «Trasferitosi da poco tempo da un istituto di un’altra regione, secondo quanto riferito dai docenti della classe frequentata non aveva finora manifestato né negli scritti, né negli interventi, né negli atteggiamenti, elementi che potessero far presagire un coinvolgimento nei fatti per i quali è attualmente indagato. Alla scuola non sono mai pervenute segnalazioni o informazioni che potessero ricondurre a situazioni di questo tipo».

"E’ appassionato di cinema”

Davanti alla scuola sferzata dal vento gelido e che ospita centinaia di giovani, c’è poca voglia di parlare. Il 17enne finito alla ribalta delle cronache molti non lo conoscono, del resto vive a Umbertide da pochi mesi con la mamma. Anche il parroco della zona dice di non sapere chi fosse. «Parliamo di un ragazzo mai coinvolto in episodi di violenza e che non ha mai esternato propositi stragisti – continua l’avvocato Pettinella –, un ragazzo inserito nel suo ambiente, tra scuola e amicizie, appassionato di cinema e cortometraggi. C’è sorpresa per questo grado di coinvolgimento».

Terrorismo in erba. Via telefonino e computer anche a un minorenne aretino

I genitori sono sotto choc

Il legale ha incontrato i genitori del 17enne: «Sono sotto choc, stanno vivendo un inferno. Sentirsi dire che tuo figlio sta preparando delle stragi ti fa cadere il mondo addosso». Un precedente, sempre nell’ambito dello stesso filone indagine, però c’è stato. Il legale lo conferma. «Il 17enne era inizialmente indagato in un’indagine della Procura di Brescia – spiega – . In estate era stata eseguita una perquisizione nella sua abitazione e gli era stato sequestrato lo smartphone. All’esito dell’analisi del dispositivo, la Procura per i minorenni dell’Aquila ha ritenuto la necessità della misura cautelare. Ieri (lunedì ndr) è stata eseguita una nuova perquisizione, in casa con sequestro di un altro smartphone e di un tablet».

L’udienza in settimana

 L’udienza di convalida dell’arresto è prevista in settimana – sarà svolto anche l’interrogatorio di garanzia – anche se l’avvocato precisa di non aver ricevuto ancora alcun atto: a cominciare dall’ordinanza di custodia cautelare. «Bisogna capire il discrimine tra ciò che una persona vuole fare concretamente e ciò che millanta» aggiunge il legale, sottolineando di attendere la notifica degli atti per delineare una strategia difensiva. Il giovane si trova nel carcere minorile di Firenze. Se l’atmosfera di Umbertide sembra ovattata di fronte a una vicenda dai contorni comunque terrificanti, sui social c’è chi manifesta sgomento e preoccupazione, invitando anche a tenere chiuse le porte delle scuole. 

© Riproduzione riservata


© La Nazione