Granchio blu, c’è il nemico naturale: il polpo come chiave contro la piaga

Il granchio blu, originario delle Americhe, è stato introdotto accidentalmente nel Mediterraneo, dove si è diffuso repentinamente

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Grosseto, 20 aprile 2026 – Quando ha cominciato a infestare i nostri mari è stato soprannominato l’alieno. Il crostaceo giunto nel Mediterraneo e negli altri mari italiani dalle Americhe, ormai da qualche anno sta colonizzando sempre di più tutte le nostre coste, in particolare quelle a ridosso dei fiumi, causando danni incalcolabili sia alla pesca artigianale che agli allevamenti dei bivalve. Il granchio blu (Callinectes Sapidus) detto anche granchio nuotatore per le sue doti che gli consentono scatti inimmaginabili anche a mezz’acqua, è un crostaceo onnivoro e devastante che si ciba sia di piccoli microorganismi che delle uova deposte da gran parte dei frequentatori dei bassifondi marini, oltre che di pesci o di carcasse, che magari trova facilmente a disposizione nelle reti da posta e nelle nasse dei pescatori professionisti.

Una caratteristica che comunque non gli impedisce di essere anch’esso vulnerabile, soprattutto in certi ambienti dove la salinità è più elevata. Non solo, i fondali più duri o rocciosi non gli offrono la possibilità di sottrarsi all’arrivo del nemico. Il sospetto che ci potesse essere qualcuno in grado di creare problemi all’attuale strapotere sottomarino del granchio blu è nato dal frequente ritrovamento di carcasse del Callinectes, in particolare nei periodi autunnali e di inizio inverno quando il polpo accosta in acque più basse per cacciare e riprodursi, come abbiamo sperimentato nei lunghi mesi di osservazione di questo fenomeno. A causarlo doveva essere per forza qualcuno ghiotto di crostacei.

Una soluzione per la piaga del granchio blu ci potrebbe essere, perché in mare esiste chi è in grado di esserne un predatore efficace. Ma renderla funzionale e soprattutto su larga scala non è semplice, perché il soggetto in questione è troppo ambito sulle tavole e nei menù dei ristoranti italiani, tanto che ne viene fatta da sempre una pesca eccessiva. Il predatore ideale è il polpo, l’unico essere vivente sottomarino in grado di attaccare con mosse che ricordano lo Judo, immobilizzare grazie a una dote genetica e divorare lentamente, smembrandolo pezzo a pezzo il granchio blu.

A questo siamo giunti dopo mesi e mesi di monitoraggio sott’acqua. Da qui è cominciata una ricerca, paziente e meticolosa, sotto il pelo dell’acqua in zone frequentate da entrambi i soggetti, per immortalare questa cattura e avere evidenza certa dei nostri sospetti.

Obiettivo non facile perché con la luce del sole il granchio si autosotterra sotto il fondale mentre il polpo, proverbialmente, si intana e rimane affacciato ad attendere il passaggio della preda. L’ulteriore particolarità emersa nelle frequenti osservazioni sottomarine compiute è stata scoprire che il polpo caccia solo per mangiare, non per uccidere come fa, per esempio, la tigre rispetto al leone. È infatti capitato di assistere a un passaggio del granchio davanti a una tana senza che il polpo si muovesse di un millimetro.

Ma quando è apparso interessato, la scena è stata fulminea: il polpo drizza gli occhi e fa uno scatto improvviso, avventandosi sul granchio, lo cinge con i tentacoli e lo cappotta a pancia all’aria, annientando la capacità di afferrare con le grandi chele. Poi lo stordisce. Ci è stato infatti spiegato che il polpo è in grado di insufflare una tossina nelle branchie che fa parte del suo corredo genetico naturale che lo anestetizza: roba di una manciata di secondi e il granchio si ritrova ad essere una carcassa con le gambe che ciondolano.

Lo ha confermato il naturalista-ittiologo Massimiliano Marcelli: "Il polpo ha questa capacità nascosta con cui sedare immediatamente la preda – ha sottolineato Marcelli – gli inietta nelle branchie una tossina che agisce in una manciata di secondi, senza possibilità di scampo”. A quel punto sgranocchiarselo con il beccuccio che ha tra i tentacoli è uno scherzo da ragazzi, fatto in maniera chirurgica, senza lasciare residui molli. Salvare il polpo sembra essere l’unica speranza per combattere metodicamente ed efficacemente l’infestazione del granchio blu lungo le coste italiane.

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