Cavallini e Ghirlandaio ’Dialogo’ al museo
Lo scultore Sauro Cavallini (1927-2016) davanti al suo “Balletto per la Pace“. In mostra a Firenze al Museo de’ Medici la sua “Ultima Cena“
Articolo: Calvana e Passeggiate. Al Pecci oggi le guide. Gli stemmi al Pretorio
Articolo: “Dialoghi Contemporanei“: l’arte colora le scrivanie
Articolo: "Cavalli d’autore" a palazzo Sergardi Biringucci
Il confronto tra tradizione rinascimentale e contemporaneità si costruisce sulle differenze: alla misura e alla simmetria risponde una visione più instabile, movimento e verità del sentimento. È l’Ultima Cena di Sauro Cavallini (1927-2016), pezzo forte della mostra al Museo de’ Medici in via degli Alfani. Fino al 15 maggio, nel refettorio dell’ex monastero di Santa Maria degli Angeli, sotto l’affresco di Ridolfo del Ghirlandaio (1483-1561) trova posto il bozzetto in bronzo di Cavallini, parte di un progetto monumentale (14x6,5m) mai realizzato. "È il suo capolavoro, la sintesi dei suoi studi", spiega Maria Anna Di Pede, direttrice del Centro Studi Cavallini di Fiesole. La scena raffigura il momento dell’annuncio del tradimento, tradotto in una gestualità concitata e in una tensione emotiva che guarda alla lezione di Leonardo da Vinci. "Qua – sottolinea il presidente del Centro Teo, figlio di Cavallini – gli elementi accessori non ci sono: il centro è l’uomo, sparisce anche il tavolo che diviene una seduta". Secondo il direttore del Museo Samuele Laustrucci "tra il dinamismo di Leonardo e il silenzio liturgico del Ghirlandaio esiste una frattura: lì si inserisce Cavallini".
L’opera finale, di cui esiste una versione in gesso e acciaio, cerca finanziamenti: "Solo per il bronzo servono circa 1,3 milioni di euro – racconta Cavallini –. È l’Ultima cena più grande del mondo. Ringrazio Unicoop Firenze e Toyota, oltre ai Comuni di Firenze, Fiesole, Vinci e della Regione per averci sostenuto".
© Riproduzione riservata
