Pieraccioni contro la ‘dittatura’ di Pin, password e Otp: “Basta codici, fatemi dire ‘Son io’”. E il sindaco gli risponde
Leonardo Pieraccioni si sfoga contro la burocrazia digitale: "Basta codici, fatemi dire solo 'Son io'"
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Firenze, 8 marzo 2026 – Ma quale semplificazione burocratica e comodità del "fai da te" casalingo. Per Leonardo Pieraccioni l'era dell'identità digitale non è un'autostrada verso il futuro, ma un labirinto fatto di codici e passaggi infiniti. Il regista toscano ha affidato ai social uno sfogo tanto esilarante quanto condiviso, dando voce a quella nutrita schiera di cittadini che davanti a un Otp si sentono perduti.
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Tra Pin, Puk e codici vari: l’incubo del “boomer” Pieraccioni
Con la consueta ironia, Pieraccioni mette subito le mani avanti: “Questo è un video da boomer, per cui da anziani come me”. Il nemico giurato? La nuova carta d'identità elettronica e la procedura per accedere ai servizi online. Il racconto di Pieraccioni è una spassosa cronaca di guerra contro la tecnologia: “È difficile... (lo ripete più volte, ndr). Perché chiede il Pin, il Puk, l’Otp, e poi devi entrare con il codice, la password, la mail... e poi nella mail devi mettere la data di nascita di quando... eh, allora!”. Un groviglio di requisiti che per chi ha vissuto gran parte della vita con carta e penna rappresenta un vero e proprio ostacolo.
La proposta rivoluzionaria: “Son io!”
Ma Pieraccioni non si limita alla lamentela; lancia una sfida agli "spippolatori" (gli esperti di informatica, ndr), intravedendo per loro un business da milioni, anzi miliardi di euro. "Dovete fare una funzione dove io entro e, per riconoscere chi sono, devo dire solo: AH! SON IO!”, spiega l'attore. Niente più password dimenticate o messaggi di verifica sul cellulare: basta guardare il "cuccodde" (il QRCode, ndr) e urlare la propria identità per spalancare le porte della pubblica amministrazione.
Il sindaco gli risponde
Il video, che ha totalizzato migliaia di like, commenti e condivisioni, non è passato inosservato nemmeno alle istituzioni. Francesco Pignotti, sindaco di Bagno a Ripoli (comune dove risiede Pieraccioni), ha risposto con simpatia al suo illustre concittadino. Pignotti ha ricordato che allo sportello anagrafe del Comune ci sono operatori pronti ad aiutare chiunque si trovi in difficoltà. “Secondo me – scrive il sindaco – ti aspettano a braccia aperte! Comunque – conclude – anche la soluzione del “son io!” non è male, potrebbe essere rivoluzionaria!”.
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