Sbagliano l’allattamento, bebè soffoca: danni gravi. Équipe di medici nei guai
Sbagliano l’allattamento, neonato soffoca e riporta danni gravi
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Firenze, 15 aprile 2026 – Si sono presentati al reparto di neonatologia e pediatria dell’ospedale Torregalli con il loro bambino nato da appena quattro giorni e affetto da ittero e ipernatriemia (causata da un’elevata concentrazione di sodio nel sangue).
Il bebè doveva essere sottoposto a una visita di controllo e ad alcune terapie specialistiche . Ma qualcosa nelle manovre di allattamento, eseguite prima dei trattamenti, va storto e per i due genitori ha inizio l’incubo: il piccolo soffoca a causa del latte somministrato, che gli ostruisce le condotte aeree. Va in arresto cardiocircolatorio, con conseguenti ipossia e ischemia cerebrali. Tutto per svariati minuti.
Rianimato, il bambino presenta da subito danni gravissimi e probabilmente insanabili. Parte una denuncia della coppia di genitori - assistiti dai legali Nicolas Pistollato e Massimiliano Bianchi – e l’apertura di un fascicolo d’inchiesta per responsabilità colposa per lesioni personali in ambito sanitario: sei le persone indagate, tra medici e infermieri dell’ospedale (assistiti dagli avvocati Francesco Maresca, Serena Perna, Rudi Caldesi e Irene Mercuri). A un indagato viene anche contestato il reato di falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici: perché secondo l’accusa, in più episodi, avrebbe cercato di occultare i fatti per “assicurarsi a sé e ad altre persone l’impunità”.
Nell’udienza di ieri davanti al giudice Sara Farini, il pm titolare dell’inchiesta, Giacomo Pestelli, ha chiesto il rinvio a giudizio per tutta l’equipe ospedaliera coinvolta nella vicenda.
I fatti risalgono ai primi mesi del 2024, e ad oggi, secondo quanto emerge, le condizioni del bambino sono peggiorate. Nel bollettino medico, si legge, gli vengono diagnosticati lesioni gravi, paralisi cerebrali, fenomeni epilettici, disfunzione cardiache, compromissione della motricità, emorragie, perdita dei sensi e perdita dell’uso degli organi della vista e dell’udito. Difficoltà sono emerse anche nell’uso linguaggio e nella deambulazione. Danni che potrebbe essere permanenti.
L’accusa contesta ai sei membri del personale sanitario, omissioni e distrazione nelle vari fasi della somministrazione del latte. Il neonato, si legge, è stato collocato disteso in posizione supina per essere sottoposto alla visita, successivamente gli è stato somministrato del latte attraverso un biberon. Contemporaneamente veniva sottoposto a più tentativi di inserimento di accesso venoso per procedere a idratazione in endovena. Durante questi passaggi, medici e infermieri, secondo l’accusa, si sarebbe distratti, non mantenendo monitorata la situazione e le reazioni del piccolo. Cosicché nessuno dei presenti si sarebbe accorto che il neonato stava soffocando a causa del latte che gli veniva somministrato, e diventava velocemente cianotico fino ad andare in arresto cardiocircolatorio.
Il medico più graduato, inoltre, avrebbe poi cercato in tre distinti episodi, facente parte del “medesimo disegno criminoso”, scrive la procura, di redigere una relazione falsa attribuendola poi a tutto il personale medico e infermieristico presente in servizio in quel giorno. Avrebbe poi affermato anche di presunte crisi respiratorie e cardiache accusate precedentemente dal bambino, senza mai citare il soffocamento avvenuto a causa del latte.
Speranze e impegno per la giustizia
“La famiglia confida che la giustizia possa fare piena luce su questa tragica vicenda – commenta Nicolas Pistollato –, nella consapevolezza che nulla potrà restituire quanto è stato perduto, ma con la speranza di giungere a una pronuncia che possa offrire un concreto sostegno anche nella vita quotidiana, alla luce delle rilevanti spese affrontate e del gravissimo danno subito da questa giovane coppia”.
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