Condannato per la morte del padre e della madre, ma torna libero: il caso Giampiero Burattini
Giampiero Burattini, 57 anni, condannato per la morte del padre e della madre
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Firenze, 1 aprile 2026 – Condanna a cinque anni per omicidio colposo aggravato e revoca delle misure cautelari. Torna in libertà Giampiero Burattini, il 57enne accusato di aver provocato la morte del padre Sergio (85), avvenuta a gennaio 2025 nell’abitazione di via Mario Augusto Martini, a Scandicci. Lo stesso Burattini, è stato condannato lo scorso mese, con sentenza della Corte d’assise d’appello di Firenze, a 6 anni e 8 mesi anche per il reato di omicidio preterintenzionale (avvenuto nel 2022) dell’anziana madre: per l’accusa l’avrebbe picchiata provocandone, senza volerlo, la morte.
La morte del padre, la sentenza, il reato riqualificato
L’uomo era accusato di maltrattamenti ai danni del padre, che ne avrebbero poi causato la morte, e di indebito utilizzo del bancomat intestato al genitore. Questa mattina, però, il giudice Anna Liguori - verosimilmente accogliendo la tesi dei due legali di Burattini junior, gli avvocati Samuel Stampigli e Marina Grasso, secondo cui l’uomo nel tentativo di aiutare il padre durante un malore, avrebbe eseguito una manovra maldestra che ne avrebbe provocato la morte per asfissia - ha assolto Burattini per i maltrattamenti aggravati, e riqualificato il reato in omicidio colposo aggravato. Burattini è stato assolto anche per l’indebito utilizzo del bancomat intestato al genitore. Il pm titolare dell’inchiesta, Giacomo Pestelli, aveva chiesto 11 anni di condanna. L’imputato ha beneficiato del rito abbreviato e quindi della riduzione di pena.
Perché ora può uscire dal carcere
La sentenza in secondo grado per la morte della madre è di inizio febbraio 2026: il ricorso in Cassazione da parte dei legali di Burattini può essere presentato a 45 giorni dal deposito delle motivazioni della sentenza (che avviene nei 90 giorni dopo dopo la decisione, quindi intorno alla fine di maggio). Pertanto, con la decisione di oggi di revoca delle misure cautelari per l’omicidio colposo del padre - in quanto il reato è passato da doloso, ovvero i maltrattamenti aggravati, a per l’appunto colposo -, e la sentenza non ancora definitiva per l’omicidio preterintenzionale della madre, il 57enne di Scandicci può tornare in libertà e uscire dal carcere Sollicciano, nel quale era recluso. Fino a quando? L’ultimo parola spetta agli ‘ermellini’, che si pronunceranno nei prossimi mesi sul caso della morte della madre.
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