Il Tempietto ritrovato. Concluso il restauro all’interno della Cattedrale

Scoperta una pittura murale policroma che rappresenta una grande croce. Per la prima volta sarà visibile al pubblico da ora sino al prossimo 19 aprile.

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Il restauro del tempietto del Volto Santo ha riportato alla luce un muro che apparteneva a un’antica cappella medievale. Una scoperta che conferma l’esistenza di quella struttura che finora era testimoniata soltanto dalle fonti scritte e iconografiche. I lavori di restauro sono stati presentati ieri mattina nella chiesa cattedrale di san Martino. Riportata alla luce una pittura murale posta sull’originale supporto lapideo e parte della decorazione rinascimentale. Si tratta dei resti della cappella medievale che Matteo Civitali ha preservato inserendoli nel tempietto rinascimentale.

"Liberata la parete di fondo del tempietto – è stato spiegato nella conferenza stampa – sono emersi i resti di una pittura murale, di cui non si conosceva l’esistenza, compromessa da un consistente deposito di polveri e materiali sedimentati. Grazie al restauro è adesso visibile una croce dipinta di colore ocra, realizzata ad affresco con finiture a secco, incorniciata da motivi vegetali di colore giallo-marroni e da una decorazione asimmetrica riconducibile a pattern tipici della produzione lucchese della seta nel Medioevo. Cronologicamente anteriore alla costruzione del tempietto del Civitali, la croce dipinta era concepita come fondale del Volto Santo e ha dimensioni compatibili con quella di legno del crocifisso. L’interno del tempietto con le scoperte, ancora privo del Volto Santo che resterà nel cantiere di restauro fino al 3 maggio compreso, è visibile al pubblico da ieri al 19 aprile prossimo. Dato l’importanza di queste scoperte nel tempietto, l’Ente Chiesa Cattedrale sta studiando la maniera per renderle visibili anche dopo la collocazione del Volto Santo. Dal 4 maggio inizieranno le fasi di movimentazione e ricollocamento definitivo del Volto Santo nel tempietto per terminare, indicativamente, entro giugno 2026".

Il restauro del tempietto del Civitali è stato promosso dall’Ente Chiesa Cattedrale di San Martino, co-finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e dall’Opera del Duomo di Lucca, sotto l’Alta Sorveglianza della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le Province di Lucca Massa Carrara e Pistoia e la direzione scientifica sulle superfici dipinte dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze.

Si avvia così verso la conclusione il lungo iter che era iniziato il primo dicembre 2022, con la movimentazione del Volto Santo dalla cappella di Matteo Civitali al cantiere di restauro. Da allora il tempietto che lo custodisce è rimasto per la prima volta, probabilmente dai tempi dello stesso Civitali, privo della presenza del crocifisso. Tale circostanza ha reso possibile un’analisi diretta e approfondita dell’architettura e delle superfici interne dell’edicola, consentendo un’indagine conoscitiva condotta con metodologie e strumenti diagnostici aggiornati, che ha rivelato decorazioni finora sconosciute. La rimozione di lesene, paraste e pannellature rivestite in velluto, che occultavano gran parte della superficie muraria, ha rivelato elementi inattesi. Oltre alla croce dipinta sulla parete di fondo del tempietto, sono stati scoperti e portati alla luce sulle lunette della cappella elementi della decorazione rinascimentale originaria, oggi purtroppo quasi perduta, inizialmente celati da una recente ridipintura raffigurante un cielo stellato. Sono così emersi frammenti di panneggi e mani che reggono cartigli, sui quali risultano in parte leggibili i nomi di due figure vetero testamentarie, re o profeti.

Gli interventi hanno interessato anche il tamburo della cupola dove, al di sotto della decorazione a finti marmi posteriore alla fase del 1482-1484, la pulitura ha rivelato una precedente decorazione pittorica realizzata, negli anni immediatamente successivi alla costruzione del tempietto, da un artista appartenente alla cerchia di Matteo Civitali. La composizione presenta una ricca sequenza di candelabre e cherubini, impreziositi da lumeggiature dorate eseguite a secco che conferiscono particolare brillantezza alle figure.

Il tempietto del Volto Santo nell’esterno conserva l’aspetto voluto dal Civitali, mentre l’interno rispecchiava il risultato di un allestimento settecentesco.

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