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"Voto da rispettare, il dialogo non si fermi"

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L’avvocato Mirko Mecacci

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"Il voto è il meccanismo più democratico che c’è e va sempre rispettato. Oggi dobbiamo sicuramente prendere atto della decisione degli italiani". Mirko Mecacci, avvocato, è stato uno dei principali animatori dei Comitati del Sì. "Per quanto mi riguarda – afferma – restano valide le ragioni che avevano portato a una riforma di cui si parla da decenni, senza che si riesca mai a entrare nel vivo. Registro solo un dato: la proposta di legge sulle separazione delle carriere, depositata dall’Unione delle camere penali, non è mai nemmeno approdata in commissione...".

Quali sono state le ragioni che hanno portato a un risultato così netto? "È difficile da valutare a caldo – risponde Mecacci – così come capire se la politicizzazione è stata determinante oppure no. Io non ho mai fatto mistero delle mie posizioni politiche, socialiste e radicali, ma non per questo ho avuto problemi ad appoggiare una riforma che ritenevo corretta e non più rinviabile". Cosa succederà adesso? Nel corso della campagna elettorale, anche dal fronte del No si era dichiarata la disponibilità a confrontarsi - in altre modalità - sul tema della separazione delle carriere. "Sarei contento se non si smettesse di parlare di questo argomento – osserva Mecacci –, è un principio che trova favorevoli anche molte persone che hanno avversato questo tipo di riforma. Di certo chiunque domani dovesse riproporre la separazione delle carriera, riceverà la mia attenzione. La scelta, per quanto riguarda me e non solo, è stata tecnica e non politica".

È anche vero che la campagna elettorale, a livello nazionale, ha toccato vette di asprezza che hanno pochi paragoni. In alcuni casi non sarà semplicissimo tornare a un dialogo in termini di sereno confronto. "Io ho partecipato a dibattiti sempre civili e spero che possa essere questa la strada da seguire – afferma Mecacci –. Non entro ovviamente nella dinamiche della politica, ma almeno in quelle degli addetti dei lavori che si sono confrontati nel merito. Preso atto della decisione degli italiani, penso che si possa tornare a un dialogo nel contenuto della giustizia italiana".

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