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“Incubo finito”: la gioia della studentessa che ha denunciato Portanova per stupro. Ma lui: “Innocente, lo griderò fino alla fine”

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Articolo: Portanova, confermata in appello la condanna a 6 anni per violenza sessuale di gruppo

Articolo: Il calciatore Portanova condannato per violenza sessuale, il Comune di Reggio: “La Reggiana valuti provvedimenti”

Siena – Domenica 19 aprile, salvo sorprese, sarà regolarmente in campo con la sua Reggiana nella trasferta di Padova, partita delicatissima in chiave salvezza nel campionato di Serie B. Ma sulla testa di Manolo Portanova, centrocampista della squadra emiliana, pende ora la conferma in Appello della condanna a sei anni per violenza di gruppo, sentenza emessa giovedì a Firenze.

Portanova, confermata in appello la condanna a 6 anni per violenza sessuale di gruppo

Chi è stato condannato assieme a Portanova

Insieme a lui, sei anni anche per lo zio Alessio Langella, mentre per la stessa vicenda sono stati condannati un minore a tre anni (sentenza definitiva) e l’amico Alessio Cappiello in primo grado con rito ordinario. I fatti si svolsero a Siena nella notte tra il 30 e il 31 maggio 2021: una studentessa ventunenne denunciò di essere stata stuprata dai quattro. “È dimostrato che doveva incontrare solo Portanova, poi sono intervenuti gli altri tre”, dichiara l’avvocata di parte civile Claudia Bini, per conto dell’associazione Donna chiama donna centro antiviolenza. “La ragazza – ha detto il suo avvocato, Jacopo Meini – mi ha detto che è finito un incubo, è felice”. Di tutt’altro tenore la reazione del calciatore. “Sono innocente e lo griderò fino alla fine – ha detto Portanova –. Da cinque anni sto vivendo una situazione incredibile, continuerò a lottare come ho sempre fatto”.

La fiducia della Reggiana e la preoccupazione del Comune di Reggio Emilia

Reggio Emilia vive questo passaggio con sensazioni e reazioni contrastanti. La società ha continuato a dimostrargli fiducia e così l’allenatore, che ieri l’ha schierato nell’ipotetica formazione titolare in allenamento. E anche una cinquantina di tifosi si è recata al campo per sostenerlo e alzare cori di incitamento.

Ma dal palazzo comunale di Reggio Emilia si alzano pesanti perplessità. Dopo aver rimarcato la necessità di rispettare l’operato della giustizia, le assessore allo Sport Stefania Bondavalli e alle Pari opportunità Annalisa Rabitti hanno espresso “forte preoccupazione per quanto emerso sino ad oggi dal primo e secondo grado di giudizio”. Una preoccupazione tradotta nell’auspicio che “la giustizia sportiva e l’Ac Reggiana valutino eventuali provvedimenti. Ciò che è emerso sino a oggi, si configura come un grave atto di violenza contro le donne da cui prendiamo una distanza netta, esprimendo solidarietà e particolare vicinanza alla vittima”.

Il calciatore Portanova condannato per violenza sessuale, il Comune di Reggio: “La Reggiana valuti provvedimenti”

Pronto il ricorso in Cassazione. Il padre di Portanova: “A testa alta. La giustizia ha preferito non vedere”

Di certo c’è che la partita giudiziaria non finisce qui. Il ricorso in Cassazione è certo: conteggiando i tempi per il deposito delle motivazioni (90 giorni) e per l’azione legale (45 giorni più un mese di pausa estiva) si arriverà intorno a ottobre. “Dovremo capire cosa ha preso in considerazione la Corte d’appello – spiega l’avvocato di Portanova, Gabriele Bordoni –. Di certo ci è stata negata la richiesta di confronto tra la ragazza e il minorenne coinvolto, sarebbe stato decisivo per capire se il dissenso è stato percepito oppure no”.

Il fratello del calciatore: un’Italia intera ci odia senza sapere nulla. Mi state rubando l’adolescenza

La famiglia, dicevamo, è al fianco del giocatore. “Ci vediamo in Cassazione. A testa alta. La giustizia ha preferito non vedere, ma noi non abbiamo perso la voce”, ha scritto il padre Daniele, ex difensore tra l’altro di Napoli, Siena, Bologna, Genoa. E il fratello minore, sempre sui social: “A 16 anni dovrei sognare il calcio, invece sono a combattere contro un’Italia intera che ci odia senza sapere nulla. Mi state rubando l’adolescenza”.

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