Rincari benzina, gasolio oltre i 2,2 euro: prezzi alle stelle in pochi giorni, c’è chi grida alla speculazione /

Prezzi del gasolio in rialzo anche in Toscana (foto Marco Mori/New Press Photo)

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Firenze, 5 marzo 2026 – Quello che molti temevano è accaduto. I prezzi dei carburanti stanno correndo verso l’alto e in diverse città toscane il gasolio ha già superato quota due euro al litro in modalità servita. Secondo quanto emerge dall’Osservaprezzi carburante del ministero, a Firenze, all’impianto Ip di via del Bronzino, il diesel ha raggiunto e superato i 2,2 euro al litro per il servito, mentre il self service ha già oltrepassato 1,9 euro. Anche la benzina sfiora i 1,9 euro al litro.

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Il prezzo più basso nel capoluogo si trova alla pompa bianca di via Senese, ma la differenza è minima: il gasolio si attesta comunque intorno a 1,97 euro al litro. Prezzi elevati anche nel resto della regione: sull’Isola d’Elba, all’Eni di Marciana Marina, il gasolio servito arriva a 2,1 euro, mentre picchi di 2,2 euro al litro si registrano anche a Siena e Pisa. A Lucca, Pistoia e Massa il diesel servito si attesta intorno ai 2,1 euro.

Sulle autostrade toscane, secondo i dati del ministero delle Imprese e del Made in Italy, i prezzi medi in modalità self sono di 1,864 euro al litro per il gasolio e 1,735 euro per la benzina, ma con il servito i listini si avvicinano facilmente ai 2 euro al litro.

I benzinai: “I prezzi li fanno le compagnie”

Gli aumenti stanno creando tensioni anche tra i gestori degli impianti. “I benzinai non fanno i prezzi, ma li determinano le compagnie, mentre i margini dei gestori sono sostanzialmente fissi. Gli aumenti, arrivati sulla rete addirittura prima che le tensioni si riflettessero pienamente sui mercati energetici, non dipendono dagli operatori”, tiene a precisare Federico Valacchi, presidente dei benzinai toscani di Confesercenti. “Spingeremo su forze politiche e governo perché si tenga alta la guardia: servono vigilanza e interventi rapidi per evitare che l’energia torni ad essere una tassa occulta su consumi e lavoro”.

L’allarme degli autotrasportatori

A lanciare l’allarme sono anche le imprese di trasporto, per le quali il costo del carburante incide in modo determinante sui bilanci. Nel giro di pochi giorni, da quando è partita la guerra in Iran, il settore ha già registrato un aggravio di costi di qualche migliaio di euro. 

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Per questo motivo la sigla degli autotrasportatori all’interno di Cna chiede con urgenza un credito d'imposta straordinario. In questo modo, spiega l’associazione di categoria, si andrebbe a creare un “sostegno diretto e immediato per tutte le imprese, a prescindere dalla classe ambientale e dalla massa, esteso a gasolio, AdBlue e gas per autotrazione. Risorse che possono arrivare dall’extragettito Iva, da redistribuire nel brevissimo periodo per poter calmierare i prezzi alla pompa. “Non è accettabile osservare – dice Cna Fita – che i rincari che stiamo vedendo siano riferiti a scorte di carburante acquistato, e raffinato, diversi mesi fa”.

“Per le imprese con mezzi sopra i 75 quintali e con veicoli che rispettano le ultime classi ambientali – prosegue l’associazione – il rimborso delle accise diventa sempre più vitale, ma viene chiesto trimestralmente e incassato mesi dopo. Se il prezzo sale di 20 centesimi, su 100mila chilometri, l'impresa deve ‘prestare’ allo Stato circa 6mila euro in più all'anno per ogni camion, in attesa che il credito venga compensato”. È per questo che Cna Fita richiede da anni la compensazione automatica al momento della presentazione della richiesta di rimborso.

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Cna: “Siamo di fronte ad una speculazione”

“E’ evidente che ci si stia trovando di fronte ad una speculazione alla luce dello scenario internazionale che si è venuto a creare in questi giorni – concludono Mirko Portolano, presidente di Fita Trasporto Merci Cna Toscana, e Cna Toscana Centro – i depositi di carburante, dai quali si preleva oggi, sono stati riempiti qualche settimana fa: ecco perché, ancora prima che il conflitto diventasse realtà, l’aumento del prezzo del gasolio era già stato adottato e quindi la scusa dei rincari in queste ore non regge. Sto ricevendo diverse segnalazioni da tutti iterritori di operatori esasperati e arrabbiati: chiediamo al Governo un intervento per evitare questo tipo di manovre da parte dei grandi gruppi che gestiscono questo business. Ritengo che sia opportuno, infine, pensare ad un organismo di controllo, oppure fornire la delega a qualche ministero, per effettuare un monitoraggio adeguato sull’aumento dei prezzi affinché queste operazioni possano essere verificate. E poi, a cascata, non dimentichiamoci che dopo i trasportatori i rincari arriveranno addosso alle famiglie, contribuendo a far crescere l’inflazione”.

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