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Gli esoscheletri entrano in porto. Nuova unione uomo-macchina per alzare i pesi senza fare fatica

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L’esoscheletro è utile per facilitare le operazioni come il rizzaggio dei rimorchi sui traghetti

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Livorno, 24 marzo 2026 – “Gli effetti benefici ci sono, soprattutto per la schiena e per le gambe” è la testimonianza di Jonathan, che ha utilizzato l’apparecchiatura tecnologica per assicurare un semirimorchio. “A fine turno mi sento meno affaticato anche perché l’armatura mira a correggere la postura della schiena, spesso agendo da richiamo passivo per mantenere la colonna dritta” spiega, sottolineando che si tratta di “un ottimo risultato, soprattutto se si pensa che, nel caso di un imbarco, si effettuano sino a 250 attività di rizzaggio a bordo nave”. Presentata ieri mattina in porto a Livorno sulla nave classe Eco di Grimaldi, l’avvio dell’aplicazione pretica della tecnologia degli esoscheletri high tech in porto. Dopo tre anni di monitoraggi, giunge a conclusione il lungo percorso intrapreso nel 2022 dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale (AdSP MTS) per migliorare le condizioni di lavoro nelle operazioni portuali.

Lo studio della Sant’Anna

Lo studio finale, affidato dalla Port Authority alla Iuvo srl - azienda spin-off della Scuola Superiore Sant’Anna (Pisa), sviluppatrice della tecnologia esoscheletrica Mate, prodotta da Comau, leader mondiale nel campo dell’innovazione industriale - ha dato un riscontro estremamente positivo. Gli esocheletri testati nella prima fase dell’analisi sono stati di due tipi: i Mate-XB (per il supporto lombare), utilizzati in scenari di simulazione realistica delle attività di sollevamento e movimentazione di cassette di frutta, azioni ad alto rischio da sovraccarico biomeccanico tipicamente svolte presso il Terminal Livorno Reefer; e i Mate-XT (per il supporto dell’arto superiore),che sono stati provati al Terminal Darsena Toscana con l’obiettivo di sostenere la movimentazione di aste lunghe e delle piastre per fissare i contenitori a bordo e a banchina effettuato dalle maestranze della Compagnia Portuale.

Come funzionano le attrezzature

In entrambi i casi le apparecchiature si sono rivelate estremamente efficaci. E’ stato in sostanza dimostrato che il Mate XB ha portato in media ad una riduzione dell’attività dei muscoli erettori della schiena fino al 25%, mentre il Mate XT ha ridotto l’attività dei muscoli elevatori della spalla fino al 35%.

Ridotti i costi operativi

“Abbiamo già visto più volte come la tecnologia consenta di ridurre i costi operativi, migliorare la sicurezza della navigazione e velocizzare i tempi di sdoganamento della merce; oggi facciamo un deciso salto in avanti a beneficio dei lavoratori portuali” ha affermato durante la presentazione il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale, Davide Gariglio, che ha voluto rivendicare i risultati di un lavoro che ha visto impegnato un team d’eccellenza. A raccogliere i frutti di questo lavoro saranno le imprese portuali, che già da domani potranno utilizzare la nuova apparecchiatura. “E’ un progetto serio, nel quale abbiamo creduto sin dall’inizio e che è stato suffragato da numerose sperimentazioni sul campo” ha detto il presidente della Cpl, Enzo Raugei.

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