menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

L’addio a Giacomo Bongiorni, il dolore della madre: “Il sacrificio di mio figlio segni un nuovo inizio”

15 0
previous day

Il feretro portato dagli amici, la madre Giorgia Fioravanti e in basso a destra Giacomo Bongiorni

Articolo: Il feretro al cielo, gli applausi, le canzoni. “Viva Giacomo”, l’ultimo viaggio tra la sua gente

Articolo: Funerale di Giacomo Bongiorni, ucciso davanti al figlio. In migliaia per l’ultimo saluto, il vescovo: “Ha fatto la cosa giusta”

Articolo: Giacomo Bongiorni massacrato e ucciso. La giudice: “Da quei ragazzi nessuna pietà. E non hanno avvisato i soccorsi”

Monsignor Mario Vaccari, nell’omelia, ha dato voce a questo smarrimento descrivendo  un’aggressione degenerata in«pugni e calci sferrati con violenza che hanno provocato traumi risultati fatali». «Giacomo ha fatto una cosa semplice e giusta», ha scandito con forza il vescovo, ricordando che la vittima ha agito fino in fondo come doveva, adempiendo al proprio dovere di uomo e cittadino.

La richiesta della madre: “Il sacrificio di mio figlio segni un nuovo inizio”

Proprio nel punto della piazza dove Giacomo ha trovato la fine, è risuonata la lezione più alta: quella di una madre che, tra le lacrime, ha chiesto che il sacrificio del figlio segni un «nuovo inizio». Riprendendo il Vangelo di Giovanni, Vaccari ha sottolineato come Gesù, nel momento del Calvario, non alimenti la divisione: «Nel punto di massima rottura, nel momento in cui tutto sembra finire, Gesù crea un legame nuovo», affidando le persone le une alle altre.

Il vescovo ha poi aggiunto un monito profondo sulla natura della speranza cristiana: «La materia del nuovo è questa realtà, con tutto il suo peso, con tutto il suo dolore. Dio non lavora sul vuoto. Lavora su quello che c’è, su quello che è stato spezzato, e lo trasforma».

Il richiamo alla riconciliazione

In questo passaggio, Vaccari ha ricordato che la fede non è semplice ottimismo, ma la capacità di vedere un germoglio di vita anche laddove sembra esserci solo morte. È un richiamo potente alla riconciliazione sociale, affinché la rabbia — definita «comprensibile e giusta» non diventi pretesto per «semplificazioni pericolose» o per dividere la città in fazioni contrapposte.

«Ragazzi che esplodono così non nascono la sera prima», ha ammonito il vescovo, invitando le istituzioni a un «patto educativo» che ricostruisca quel «villaggio» necessario per non lasciare che i giovani scivolino via.

"Massa non vi lascia soli”

«Voglio rivolgermi direttamente a Sara, al figlio, alla figlia– ha proseguito –, al cognato che ha cercato di difenderlo e porta ancora i segni di quella notte, alla madre Giorgia, a tutta la famiglia presente. Siete stati raggiunti da qualcosa di ingiusto e brutale. Non ci sono parole che lo riparino. Non c’è gesto che restituisca quello che vi è stato tolto. Quello che posso dirvi è che questa comunità — la città di Massa, la diocesi, le persone che vi vogliono bene — non vi lascia soli. Non vi ha lasciati soli in questi giorni, e non lo farà nei mesi che vengono, quando le telecamere se ne saranno andate e il silenzio tornerà a pesare. A Gabriele – che ha tenuto la mano di suo padre quella notte e gli ha chiesto di alzarsi — voglio dire una cosa sola: tuo padre era un uomo buono. Quello che ha fatto era giusto. Portalo con te».

La lettera della zia, le canzoni di De Gregori e Vasco Rossi

Al termine della celebrazione, mentre per motivi di sicurezza le persone sono state fatte defluire in modo ordinato, l’atmosfera si è fatta, se possibile, ancora più densa. Il silenzio è stato rotto dalle parole strazianti della zia affidate a una lettera: «Non ti voglio dire che ci rivedremo, perché tu sei con me anche adesso nel mio cuore, ti dicevo sempre che eri il mio tesoro e tu rispondevi che sono il tuo rifugio...». Proprio su questo commosso ricordo sono partite le note di Francesco De Gregori: «Sempre e per sempre dalla stessa parte mi troverai» e di «Stupendo» di Vasco Rossi. In quel momento, la commozione ha rotto definitivamente gli argini: i presenti hanno iniziato spontaneamente a cantare e ad applaudire in un tributo finale travolgente.

© Riproduzione riservata


© La Nazione