15 marzo, è la notte della Maratona Messier: sapete cos’è?

Maratona Messier, alcuni oggetti celesti (foto Ansa)

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Firenze, 15 marzo 2026 – Marzo porta con sé un altro appuntamento particolarmente importante per gli astrofili: questa notte è la data consigliata per coloro che vogliono cimentarsi nella Maratona Messier. Si tratta di un'impresa da compiere in una sola notte, nel corso della quale bisogna riuscire a osservare tutti i 110 corpi celesti, tra galassie, nebulose e ammassi stellari, contenuti nel primo catalogo di questo topo pubblicato da Charles Messier, astronomo francese del XVIII secolo.

Chi era Charles Messier

L’ astronomo francese del diciottesimo secolo, Charles Messier, era un cacciatore di comete. Ogni notte di cielo sereno la trascorreva scrutando tra le stelle alla ricerca di una nuova cometa; ma l’unico modo per poter distinguere tra i vari batuffoli evanescenti che si presentano all’oculare quale sia realmente una cometa e quale un oggetto conosciuto come galassia, ammasso stellare o nebulosa è quello di osservarlo in più sessioni e registrare lo spostamento tra le stelle. Nasce così, per l’astronomo, la necessità di catalogare gli “oggetti fissi” in cui si è già imbattuto, in modo da non sprecare tempo prezioso per altre osservazioni nel caso in cui queste “nebule” sgradite che non si spostano tra le stelle e che quindi sicuramente non sono comete, si ripresentassero nel suo campo di osservazione. Ecco che prende forma una prima lista dei 45 oggetti che un cacciatore di comete deve assolutamente scartare. La lista finale, dei mitici 110 oggetti del catalogo Messier fu pubblicato nel 1781.

Cos’è la Maratona Messier

È un appuntamento irrinunciabile per gli astrofili di tutto il mondo, come una specie di caccia al tesoro a tempo. Si puntano i telescopi per osservare – e annotare - nell'arco di una sola notte, i 110 oggetti del catalogo Messier, che comprende gli oggetti più belli del cielo profondo. È una gara di abilità per gli appassionati delle stelle, che dimostra la loro conoscenza del cielo. Il percorso è delineato dalle costellazioni, le tappe sono composte da galassie, nebulose ed ammassi stellari. Si tratta di una sfida piuttosto impegnativa perché richiede tutta la notte. Un momento cruciale, nella finestra di questa notte, per chi vuole diventare astrofilo in modo più serio. Quelli da cercare sono infatti oggetti non visibili a occhio nudo. E poi le difficoltà da superare sono sempre in agguato: oltre a dover superare il freddo, la fame e il sonno, basta una nuvola all'orizzonte per nascondere un oggetto, o anche un po' di umidità, inquinamento luminoso e inconvenienti tecnici della strumentazione. In premio nessun montepremi monetario, ma la soddisfazione di essere riusciti a dimostrare la propria abilità.

Dove osservare i fenomeni in Toscana

Dove ammirare questi fenomeni in Toscana? Da qualunque finestra o terrazzo di caso. Meglio però prediligere luoghi lontani da inquinamento luminoso. Il classico dei fiorentini è Monte Morello, il rilievo più alto alle porte della città: il consiglio è di andare sul versante che affaccia verso nord, lato Vaglia, che dà su vallate meno antropizzate e quindi con minore inquinamento luminoso. Per chi preferisce vedere il cielo dai monti, qui il protagonista è il Monte Serra. I punti in cui posizionarsi sono tanti: dalla pratica Certosa di Calci, a valle, alla rocca di Verruca per gli escursionisti più esperti e avventurosi. Sulla montagna pistoiese poi, tra i luoghi dove osservare la luna senza inquinamento luminoso non c’è che l’imbarazzo della scelta. Il cielo notturno di Manciano, in provincia di Grosseto, è caratterizzato dal cielo più stellato e privo di inquinamento luminoso di tutta Italia.

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