Navi cacciamine pronte a partire verso lo stretto di Hormuz |
Le navi cacciamine pronte a partire verso lo stretto di Hormuz
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La Spezia, 19 aprile 2026 – Di certezze non ce ne sono. E, forse anche per questo motivo – e soprattutto per non farsi cogliere impreparati – come da prassi nei giorni scorsi sono state avviate tutte le consuete attività prodromiche alla partenza. C’è fermento, sulle banchine dell’Arsenale spezzino, per il possibile impiego dei cacciamine della Quinta divisione navale nello stretto di Hormuz.
Le unità presenti nella base navale
In attesa di una ’chiamata’ ci sono le sei unità navali attualmente presenti nella base navale – due sono attualmente impegnate in altre attività nel Mediterraneo –, e non è detto che siano le uniche a partire, tanto che i cacciamine hanno necessità di una scorta armata che le protegga (in navigazione così come durante le operazioni, ad esempio una Fremm) e di una nave di supporto logistico.
Un concentrato di tecnologia
L’Italia rappresenta in questo settore militare un’eccellenza con otto navi di questo tipo, dal ‘Gaeta’ al ‘Vieste’. Lunghe cinquanta metri e larghe dieci, per cinquecento tonnellate di peso, con equipaggi di circa cinquanta persone, sono un concentrato di tecnologia. Gli scafi vengono realizzati con materiali che riducono al minimo la loro traccia magnetica, come la vetroresina, per eludere i rischi di detonazione delle mine. Il loro strumento di ricerca degli ordigni è il sonar, mentre il ’braccio armato’ è il drone subacqueo, filoguidato e con delle telecamere.
Gli specialisti del Comsubin
Pronti a entrare in azione sono anche i palombari della Marina militare – gli specialisti del Comsubin – specializzati nel disinnesco di ordigni. In una giornata sarebbe possibile mappare un’area fino a dieci miglia quadrate di campo minato a seconda della zona in cui si opera. Al momento ce ne sono di operativi in mare almeno due: Nave Crotone è verso Malta per attività nell’ambito della forza navale permanente sulle contromisure per le mine, mentre Nave Rimini è in trasferimento tra Valona e Augusta per ’Fondali sicuri’, in direzione delle coste siciliane. Un settore, quello dei cacciamine, sui cui la Marina punta molto, tanto da averne commissionati altri otto ad Intermarine: lo scorso settembre erano iniziati i lavori per il primo mezzo navale.
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