Dragaggi, maxi appalto: un bando da 68 milioni

Il terzo bacino del porto della Spezia, dove è il programma il nuovo Terminal Ravano

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La Spezia, 1 marzo 2026 – Dragaggio del terzo bacino e del canale di accesso al porto: ci siamo. È stato pubblicato venerdì pomeriggio dall’Autorità di sistema portuale del Mar Ligure orientale sulla piattaforma Net4market il bando di gara europeo per l’affidamento di un accordo quadro, di durata biennale, per la realizzazione di lavori di manutenzione e approfondimento – tramite dragaggio – dei fondali del terzo bacino e del canale di accesso al porto mercantile della Spezia. L’importo dei lavori previsti ammonta a 68.475.250,50 euro, mentre il termine ultimo per la presentazione delle offerte è stato fissato alle 12 del prossimo 2 aprile. Si tratta di lavori fondamentali per il porto mercantile spezzino, finalizzati a garantire l’accesso alle grandi navi portacontainers – che necessitano di maggiore pescaggio – e a migliorare l’operatività del terzo bacino dove sono ormai prossimi all’avvio di lavori per la realizzazione del nuovo Terminal Ravano da parte di Lsct. Nei mesi scorsi il presidente dell’Ap, Bruno Pisano, aveva già approvato il progetto esecutivo del primo lotto funzionale, redatto dal raggruppamento guidato da Hydrogeo Ingegneria, per un valore di 25.503.083,11 euro. L’appalto, che sarà aggiudicato dall’ente di via del Molo con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa individuata sulla base del miglior rapporto qualità prezzo (offerta tecnica massimo 80 punti, offerta economica massimo 20 punti), prevede l’asportazione e la gestione di circa 860mila metri cubi di sedimenti marini. In sintesi, i lavori prevedono il dragaggio del fondale del terzo bacino con benna ecologica nelle aree di intervento comprese nel primo lotto, il dragaggio di completamento dell’area del terzo bacino portuale sino alla quota -15 metri, il dragaggio manutentivo lungo il canale di accesso al porto sino alla quota -15 metri, nonchè la realizzazione e gestione di vasche di deposito temporaneo dei sedimenti a terra e di un impianto di trattamento, e la creazione di un piano di monitoraggio ambientale che consenta di controllare le operazioni. Tra i requisiti individuati per la partecipazione al bando, anche quello per cui l’operatore economico intenzionato a presentare l’offerta dovrà aver realizzato, nel quinquennio antecedente la gara, una cifra di affari non inferiore a 2,5 volte l’importo a base di gara.

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