Freestyle, i giovani si esprimono: "Arte di strada: cultura e sociale"
Mattia in arte Capo (foto di Giacomo Teucci)
Un fenomeno quello della cultura hiphop che si è diffuso a macchia d’olio in tutta Italia già dall’inizio del 21esimo secolo, ma con una spinta ancora maggiore negli ultimi dieci anni. Una cultura devota alla strada ed anche a Siena ci sono ragazzi che provano a dare sfogo alla loro arte creando "il muretto" ovvero un luogo in cui si ritrovano per fare del freestyle, rap improvvisato. Il muretto senese è stato chiamato "Brodo".
"Per capire cosa si intende quando si parla di freestyle bisogna partire dall’etimologia della parola -afferma Mattia in arte Capo, uno degli organizzatori-che deriva dall’inglese "free"(libero) e "style" (stile). Si tratta quindi di un’esibizione interamente improvvisata, senza testi scritti né preparazione, ed è una pratica comune sia ai rapper, che ai ballerini. Solitamente le modalità di svolgimento sono due: il cypher, in cui si forma un cerchio e a turno ciascuno può cimentarsi con la propria disciplina, e la battle, in cui i contendenti si sfidano a turno". Una differenza sottile è quella tra il freestyle e la scrittura, ma comunque sostanziale: "Per quanto mi riguarda il freestyle offre qualcosa in più dal punto di vista dello spettacolo - continua Mattia - soprattutto per chi guarda. Per primeggiare devi riuscire a coinvolgere il pubblico e portarlo dalla tua parte, coniugando ritmo, parole giuste e umorismo pungente, ed è proprio questo a rendere così interessanti le sfide. Ci sono molti fattori, chiunque può partecipare e ogni volta lo show può prendere pieghe inaspettate".
Una pratica che richiede tanto allenamento soprattutto per portare certi messaggi al pubblico. "Sembrerà banale - continua - ma per migliorare serve solo tanto allenamento, è una questione di elasticità mentale. Inizialmente può sembrare complicato, ma più lo si fa e più viene naturale. Ad un giovane che si approccia adesso a questa cultura, consiglierei di cominciare per gioco con gli amici con cui condivide questa passione per poi passare ai contest provinciali, regionali e poi chissà. Perché il miglior modo per migliorarsi è confrontarsi con altri freestyler , la competizione stimola il talento e viceversa". "Che messaggi portiamo? – chiude il rapper – Ciascuno nel freestyle porta sé stesso, la propria essenza, e non c’è un messaggio giusto o uno sbagliato. Il rispetto è sempre alla base di tutto, c’è solo ciò che si vive e la voglia di raccontarlo. Il messaggio reale del freestyle è qualcosa di molto più ampio, che non si limita alle parole che si usano durante l’interpretazione, ma si estende al valore sociale e culturale che può avere l’arte di strada se resa un mezzo per stare insieme, esprimersi e fare musica liberamente negli spazi pubblici".
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