Ombrone e biodiversità. Il monitoraggio dei mammiferi: lupi e gatti selvatici ‘catturati’ con le fototrappole

Ombrone scrigno di biodiversità. Monitoraggio dei mammiferi commissionato dal Parco

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Grosseto, 8 marzo 2026 – Sono oltre 3mila e 200 i rilevamenti di fauna selvatica registrati attraverso le fototrappole installate lungo il fiume Ombrone, nei primi sei mesi del progetto di monitoraggio dei meso-grandi mammiferi, avviato nel luglio 2025 dal Parco della Maremma con il progetto Pnrr e poi proseguito in collaborazione con l’Università degli Studi di Siena e Cnr-Iret. Si tratta dei risultati preliminari di uno studio che ha l’obiettivo di colmare alcune lacune conoscitive su un’area fino ad oggi poco indagata, che si estende dalla foce del fiume Ombrone fino alla Steccaia, e che comprende sia postazioni all’interno dell’area protetta che all’esterno, nella zona interessata dal progetto di espansione del Parco della Maremma.

"Valutare l’uso del territorio”

“L’obiettivo di questa indagine – spiega il presidente del Parco Simone Rusci – è quello di valutare l’uso del territorio e la distribuzione delle specie, in aree con differenti livelli di protezione. Abbiamo fatto ricorso a 14 fototrappole, inizialmente installate con il progetto Marnat poi proseguito con la collaborazione tra Parco, Unisi e Cnr-Iret, e quanto emerso ha permesso di monitorare l’attività delle tante specie che popolano e che percorrono la sottile striscia di vegetazione ripariale che costeggia il fiume Ombrone”. L’area della golena e soprattutto quella boscata limitrofa al fiume hanno due importanti funzioni: la prima è quella di corridoio ecologico, capace di connettere aree molto distanti, una sorta di autostrada della natura, percorsa per le migrazioni o per le dispersioni, quei movimenti attraverso i quali alcuni esemplari cambiano il loro areale di vita.

Gli animali fotografati

Il secondo ruolo è quello di vero e proprio habitat, ricco di acqua, di vegetazione e di riparo soprattutto per mammiferi e uccelli. Caprioli, cinghiali, tassi, lupi, istrici, volpi, lepri, e ancora, gatti selvatici, ricci, nutrie, martore, faine, scoiattoli, ratti, topi e persino donnole: sono queste le specie censite tramite le immagini delle fototrappole. “Il daino – spiega Flavio Monti, ricercatore del Cnr-Iret – è stato rilevato esclusivamente all’interno dell’area protetta, mentre lo scoiattolo è stato registrato una sola volta, nelle aree esterne. Di particolare rilevanza è la segnalazione della donnola, mai documentata nei precedenti anni di monitoraggio all’interno del Parco”.

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