Allevamento ’fantasma’. Scoperte 413 pecore. Scatta il sequestro

Importante operazione portata a termine dai carabinieri del Nucleo Forestale che hanno scoperto un allevamento con 413 capi ovini prelevati da un’azienda con sede in un’altra regione: non avevano alcun ’documento’ di tracciabilità

Articolo: Lupi, strage di pecore in un allevamento nel Parco della Maremma

Articolo: Coldiretti: "Contenimento inefficace". Santarelli: "Latte, la produzione cala"

Articolo: Il business occulto. Cuccioli pronti alla vendita nell’allevamento abusivo

Ancora un allevamento ’fantasma’ scoperto dai carabinieri del Nucleo Forestale in Maremma. Sono stati infatti i militari e la Asl a scendere nuovamente in campo per la tutela della salute e della sicurezza alimentare dei cittadini in particolare per quanto riguarda gli allevamenti di animali da reddito che sono i più esposti a truffe di ogni genere.

Nel corso di un sopralluogo in Comune di Pitigliano i veterinari della Asl e i carabinieri del nucleo Forestale di Manciano e quelli della stazione di Pitigliano hanno accertato la presenza di un allevamento non registrato in banca dati sanitaria, che è un elemento necessario per poter operare nel rispetto delle normative vigenti. Sono stati infatti trovati 413 capi ovini al pascolo spostati da un allevamento che si trova in altra regione e invece era stato messo a ’lavorare’ in Maremma ma senza alcuna autorizzazione. In particolare nella documentazione mancava sia la denuncia di pascolo che la registrazione in banca dati nazionale dello stabilimento e dell’attività. Si trattava sostanzialmente dell’ennesimo allevamento fantasma dotato anche di una struttura per il ricovero del bestiame e per il suo governo.

La tracciabilità degli spostamenti degli animali da reddito si pone come obiettivo prioritario quello di garantire la sicurezza sanitaria e contrastare le frodi comunitarie in particolare la "mafia dei pascoli". Il controllo è funzionale sia alla verifica della legittimità della destinazione degli animali che della sicurezza dei prodotti alimentari che ne possono derivare. Il pascolo è un’attività considerata ad alto rischio sanitario ed è necessario aggiornare le informazioni sugli spostamenti dei capi al fine di poter verificare la regolarità del pascolo e degli allevatori.

Si tratta di controlli che mirano inoltre ad evitare che gli animali vengano inseriti in un circuito illegale di macellazione clandestina che non garantisce alcuna sicurezza sia per il benessere degli animali che per i prodotti immessi in commercio. L’allevamento è stato sottoposto a blocco sanitario e per i 413 ovini è stato disposto il sequestro amministrativo fino a quando non ci saranno le garanzie di sicurezza sanitaria e tracciabilità per la loro movimentazione.

© Riproduzione riservata


© La Nazione