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Detenuto sfregiato con una lametta, tensione alla Spezia: “Situazione ormai fuori controllo”

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L'ingresso di un carcere (Foto di repertorio)

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La Spezia, 24 marzo 2026 – Ha ferito al viso un altro detenuto appena uscito dal colloquio con il suo avvocato. Con un’azione rapida e incontrollabile ha afferrato una lametta da barba ed ha colpito più volte al volto l’uomo provocandogli una profonda ferita. Il nuovo gravissimo episodio di violenza è accaduto all’interno del carcere di Villa Andreino. L’autore dell’aggressione è un marocchino che da poco è stato trasferito all’istituto di pena di via Fontevivo dal carcere di Sanremo. Deve scontare la pena detentiva fino al 2037 per reati di furto e rapina. Qualche settimana fa è stato protagonista di un atto violento nei confronti di un agente penitenziario schiacciandolo contro un cancello quindi successivamente ha messo in pratica gesti di autolesionismo.

Insomma, una personalità estremamente pericolosa che viene tenuta sotto osservazione dal personale di sorveglianza. Ma l’altra mattina appena uscito dalla sala colloqui dove aveva incontrato l’avvocato di fiducia ha incrociato un altro detenuto di nazionalità italiana. Gli si è scagliato contro e con una lametta da barba che aveva nascosto nelle tasche dei pantaloni gli ha tagliato il volto. Il tempestivo intervento del personale di sorveglianza ha evitato conseguenze peggiori. La vittima è stata soccorsa e poi trasportata d’urgenza al pronto soccorso dell’ospedale cittadino per essere medicato con l’applicazione di numerosi punti di sutura. L’ennesimo episodio di violenza ha sollevato la reazione della segreteria regionale della Uilfp che ha definito la situazione dell’istituto di pena spezzino ormai insostenibile.

“Non possiamo più accettare – spiega Fabio Pagani – che la sicurezza di un istituto sia affidata esclusivamente all’eroismo dei singoli agenti. La gestione della direzione e del comando

appare approssimativa e inadeguata a fronteggiare una situazione esplosiva”. Il segretario ha sottolineato il numero di detenuti (212) superiore alla capacità di capienza (152) e la presenza di soggetti ad alta pericolosità e recidivi in atti di violenza. Il sindacato quindi è tornato a evidenziare la necessità di investimenti anche sulla struttura spezzina. “L’organico – conclude – è attualmente sottodimensionati rispetto alle reali necessità e occorrono regole chiare per la gestione dei detenuti violenti. Le istituzioni non possono continuare a ignorare il grido d’allarme che arriva dai reparti”.

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