"Una città accogliente". Gli studenti stranieri ambasciatori di Prato sul web e nel mondo

Qui ci sono tre università (il Pin e due dall’estero: Monash e New Haven) che muovono più di 2500 studenti all’anno. Il preside Murphy: "I giovani raccontano l’esperienza, portano parenti e amici, ci tornano in vacanza".

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Tre università (due le straniere) e più di 2500 studenti all’anno. Eppure, Prato ha ancora il fiato corto nel pensarsi città universitaria. Ce lo deve ricordare chi arriva dagli States o dall’Australia che, invece, siamo "an unexpected city of opportunities".

Quella che, a distanza, sulla carta geografica, era solo un punto molto vicino a Firenze, per tanti studenti è diventata occasione di esperienze, un terreno d’integrazione. Coloro che frequentano i corsi della Monash University Campus Centre e della New Haven Tuscany sono diventati ambasciatori di Prato nel mondo. Studiano e vivono nel cuore cittadino e hanno lo sguardo vivace per scoprire l’arte, la cultura, il mangiare bene, il piacere di condividere. "Sono loro a raccontare Prato fuori dai suoi confini fino ai loro luoghi d’origine – dice da tempo Kevin Murphy, preside della New Haven Tuscany – portano parenti ed amici, dopo gli studi fanno qui un viaggio di vacanza".

Accoglienza è una parola che, senza pensarci troppo, associano alla città. "Tutti sono stati molto accoglienti e la comunità che costruite qui è davvero speciale" dice sulle pagine web della Monash, Chloe Eden, studentessa di giurisprudenza e lettere e Jacqueline Stojanović che a palazzo Vaj ha studiato Belle arti, dieci anni dopo è tornata come artista in residenza presso Lottozero, un centro per il design tessile, l’arte e la cultura.

"Andavo da fuori le mura in bicicletta fino al centro – ha lasciato la sua testimonianza sul web – e sono rimasta colpita nel vedere nuove attività che nove anni prima, quando studiavo, non c’erano, e poi quell’atmosfera conviviale. Conoscevo l’importanza storica della città e il suo ruolo all’interno della storia italiana del tessile. Quindi, ho tenuto d’occhio Prato per trovare un’opportunità rilevante. E dopo l’allentarsi delle restrizioni legate alla pandemia, ho scelto di tornarci. Prato è apprezzabile sia sul piano culturale che per la conoscenza artigianale".

C’è tanto orgoglio nei racconti degli studenti. "Collaboriamo con le istituzioni cittadine – spiegano gli allievi della New Haven – siamo fianco a fianco con i pratesi. Prato ci dà grande opportunità". L’elenco è lungo e vivace. Le cene nelle famiglie pratesi, la collaborazione con le scuole, le attività di volontariato.

"Ci immergiamo nella città con entusiasmo perché Prato sa offrirci esperienze". Davvero un bel po’ di lustro, ma anche un segno più nelle casse cittadine con un andamento positivo del turismo cresciuto anche con la presenza di docenti e ricercatori impegnati in convegni e giornate di studio. Raccontava in un’occasione pubblica Cahy Cupri, direttore associato di Monash-Prato che l’esperienza pratese è un volano per conoscere l’Italia e mezza Europa. Monash ha scelto la città come sede del campus in Europa e la New Haven ha aperto qui il primo campus internazionale. Lo scrivono con orgoglio sui i loro siti web e sui social network, raccontandolo a tutto il mondo. Possiamo imparare a raccontarlo anche noi.

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