Terreni inquinati. Qui cresceranno alberi

I container con le terre contaminate dal Keu (foto archivio)

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Cresceranno alberi sui terreni inquinati dal Keu nei comuni di Terranuova Bracciolini e Bucine. Il Circolo Legambiente Valdarno Superiore ha organizzato una cerimonia simbolica per riportare l’attenzione dei valdarnesi su un’inchiesta che ha svelato l’ombra della ‘ndrangheta e dei suoi interessi criminali intrecciati a politica e impresa in Toscana. Appuntamento sabato prossimo alle 11 alla rotatoria della Provinciale del Botriolo e alle 16 nel capoluogo valdambrino al giardino tra le vie XXV Aprile e Lavagnini, luoghi che, secondo le indagini della Dda di Firenze e i documenti processuali, sono interessati dalla presenza del materiale pericoloso. "Un albero in segno di rinascita per la nostra terra contaminata", è il motto dell’associazione che, a più di un anno dall’inizio del dibattimento in aula, chiede che non cali il silenzio e, soprattutto, la bonifica delle terre contaminate. Legambiente Toscana, costituita parte civile insieme ad altri enti, segue ogni udienza per ribadire il principio "chi inquina paga".

Le piante e i cespugli autoctoni, donati dal Comando Reparto biodiversità dei Carabinieri Forestali di Pieve Santo Stefano, rappresentano quindi un atto di cittadinanza attiva e la prosecuzione ideale delle camminate "Liberi dal Keu" degli anni scorsi. Ad oggi, nonostante l’impegno del Commissario Straordinario per la bonifica generale Giuseppe Vadalà, solo tre siti dei tredici finiti al centro dell’indagine sono stati messi in sicurezza con fondi regionali, ricordano gli ambientalisti che ritengono urgente operare per restituire normalità al territorio. All’evento parteciperanno numerose associazioni del terzo settore, da Libera ad Arci, dal Cai alla Cgil, e i rappresentati della Provincia di Arezzo e dei due municipi, che a loro volta si sono costituiti parte civile al processo, oltre all’amministrazione di San Giovanni.

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