A scuola di taglio e cucito. Il laboratorio sociale e gratuito che promuove l’inclusione

Da sinistra Jannat Akter, Sara Santucci, Tessa, Maurizio Rossi e Lucia Paolini (Foto Umicini)

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Viareggio, 18 aprile 2026 – Sono zainetti, sono unisex, sono confezionati alla perfezione e nascono da un progetto di solidarietà sociale che rappresenta un pagina di inclusione viareggina tra le prime in Italia. Questi 18 zainetti sono il frutto concreto di un progetto, di un laboratorio sociale, che valorizza il quartiere Varignano e le sue potenzialità di quartiere inclusivo. Il progetto si chiama “L’Ago dell’Accoglienza” è un laboratorio di sartoria sociale promosso dall’Associazione Agape, presidente Sara Santucci che ora è diventato realtà, non più un’idea, un sogno che guarda alla libertà delle donne dalle barriere del maschilismo e della dipendenza econmica, ma è un corso di sartoria a tutti gli effetti. Un corso a cui partecipano 18 donne che vogliono imparare a cucire, non solo vestiti, ma anche la loro vita per la quale vogliono un futuro diverso, un futuro di cui essere protagoniste nel rispetto delle diverse culture. Al corso di taglio e cucito partecipano otto donne bengalesi, sette donne italiane, un’ucraina, una russa e una donna dello Sri Lanka.

“Il nostro progetto – racconta Sara Santucci – è diventato realtà. E’ partito il corso che dura tre mesi e che si articola in due turni: il giovedì dalle 12.15 alle 14.15 e dalle 18.15 alle 20. Alla fine del corso alle partecipanti viene dato un attestato di partecipazione e a loro resta la scelta se averlo fatto per uso familiare o se cercare un lavoro”.

“L’Ago della Accoglienza” è un progetto che dimostra come l’inclusione e l’incontro tra culture diverse faccia la differenza nello sviluppo di una società, di una città e di un quartiere, il Varignano, che diventa una pagina- pilota di inclusione sociale che guarda al futuro, al domani. “In questo laboratorio abbiamo adottato – spiega Sara Santucci, presidente oltre che di Agape anche del rione Varignano– una filosofia particolare, ovvero che nulla è uno scarto. E così gli zainetti che stanno preparando le nostre future sarte sono confezionati con tessuti di abiti dismessi, tessuti e scarti di produzione. Il laboratorio si basa su economia circolare e sostenibilità ambientale. I materiali recuperati si traformano in nuove creazioni”.

Le lezioni, in questo primo corso, sono ospitate nella sede dell’associazione Agape al Varignano e nel laboratorio di sartoria e tappezzeria di Maurizio Rossi, il sarto che insegna alle partecipanti a tagliare e cucire, affiancato da Lucia Paolini. “Abbiamo cinque macchine da cucire e sono macchine professionali, due sono quelle di Maurizio Rossi e tre le ha donate la Caritas diocesana grazie alla sensibilità di Carlo Ambrosini – spiega Sara Santucci –.Stiamo cercando una sede unica e non è escluso che all’inizio del secondo corso in autunno si possainaugurare”.

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