Prigionieri sulla nave da crociera, “l’ansia sale tra i droni in azione”

I primi arrivi in Italia dei turisti rimasti bloccati a Dubai: ma ad ora non ci sono novità per i viaggiatori aretini

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Arezzo, 5 marzo 2026 – Sono nove. Due coppie e alcune amiche che vivono in città: un gruppo affiatato di crocieristi, bloccato da domenica a Dubai, sulla Msc Euribia. Una vacanza interrotta dalle bombe iraniane dopo l’attacco israelo-americano al regime degli ayatollah. Con loro c’è un gruppone di 52 viaggiatori della Valtiberina.

Un viaggio a lungo preparato dai nove aretini, tutti pensionati, con la passione per il viaggio e la scoperta, che ora rischia di trasformarsi in un incubo. Perché se a bordo della regina del mare, ogni passeggero ha garantito massimo comfort e tutti i servizi a disposizione, il martellamento di droni e missili sopra il cielo di Dubai, inquieta, atterrisce, fa paura. Sibili, incendi, boati: tutti elementi che aumentano l’ansia di un’attesa che sembra prolungarsi. Al momento non ci sono notizie certe per un rientro in Italia dall’unico luogo più “sicuro” in queste ore: l’Oman.

Telefoni roventi, videochiamate ripetute nell’arco della giornata, comunicazioni via chat. L’agenzia di viaggi Lolly di via Arno, sembra il quartier generale di una task force impegnata nell’assistenza ai viaggiatori aretini. Benedetta, insieme al team delle colleghe, non li molla un istante. “Stanno tutti bene, ma comincia a farsi largo il timore per il mancato rientro. Che al momento non ha una data certa. Cresce la preoccupazione per ciò che sta accadendo fuori dall’area del porto Rashid. Sentono i rumori dei droni che colpiscono gli obiettivi della città e il fatto di non poter rientrare in Italia, aumenta il disagio”.

Con gli aretini c’è Fabrizio Labianca, tour operator che insieme all’agenzia Lolly ha organizzato il viaggio ed è lì con la moglie. Proprio lui in questi giorni svolge il ruolo di portavoce del gruppo e tiene i contatti con i colleghi aretini che a loro volta fanno “ponte” con i familiari che chiedono notizie e aggiornamenti. Una catena di comunicazione ininterrotta in giornate ad alta tensione. Anche perché il canale con la Farnesina è il riferimento per le indicazioni da seguire, tuttavia il flusso di notizie non sempre arriva in tempo reale.

“I nostri turisti si trovano immersi in una sorta di calma apparente. Msc sta provvedendo a fornire ogni servizio necessario mettendo a disposizione tutto il personale con grande cura e attenzione: sono state attivate anche linee wi-fi per i contatti con l’Italia e le famiglie; proprio per rassicurare i parenti e tenere con loro un contatto costante nell’arco della giornata che serve anche sul piano psicologico ad affrontare una situazione anomala”.

La situazione (a ieri) resta complessa e Benedetta sollecita a velocizzare le procedure per il rientro in Italia dei passeggeri della nave da crociera.  “Ci sono voli che partono ma solo da un corridoio aperto per il rientro in Italia, organizzati dalle compagnie aeree, soprattuto dall’Oman, in questo momento l’hub più sicuro. Attendiamo indicazioni dalla Farnesina ma è fondamentale velocizzare il trasferimento dei turisti negli aeroporti che ancora funzionano. Ogni giorno che passa aumenta la loro preoccupazione”.

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