Camion, arriva la serrata svuota supermercati |
Oggi la data dei cinque giorni di sciopero per il caro diesel: stop rifornimenti. Autotrasportatori in provincia pronti al blocco
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Arezzo, 20 aprile 2026 – Il blocco dell’autotrasporto contro il caro carburante è dietro l’angolo. E durerà cinque giorni, secondo le intenzioni dei rappresentanti della categoria. "Il nuovo stop al transito delle navi nello stretto di Hormuz e le tensioni tra Iran e America fanno temere effetti prolungati per l’approvvigionamento e sui costi del gasolio, oggi schizzati alle stelle con un +40 per cento", spiega Giuseppe Brasini, imprenditore. La sua azienda, ventidue Tir e altrettanti autisti, è tra i mille autotrasportatori aretini pronti a spegnere il motore dei "bisonti della strada" per una settimana. Arezzo, infatti, è tra le province toscane con il più alto numero di camionisti ed è facile immaginare gli effetti di un blocco anche a livello locale.
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Oggi, Unatras (raccoglie tutte le associazioni di categoria escluso Trasporto Unito che aveva proclamato il fermo dei camion venerdì scorso soprattutto in Sicilia), decide la data del fermo nazionale "dei servizi e di tutte le attività di trasporto. È una decisione sofferta ma inevitabile di fronte alla preoccupante e inspiegabile insensibilità da parte del Governo", dice Paolo Uggè, presidente Fai e Unatras, le sigle maggiormente rappresentative della categoria.
"Settore al collasso”
"Il settore dell’autotrasporto è al collasso a causa del caro gasolio, con prezzi stabilmente oltre i 2 euro al litro", denuncia Unatras e Brasini rincara la dose: “Nella mia azienda il caro-gasolio mi costa milleseicento euro al giorno in più, moltiplicato per ventidue camion". Il totale è da capogiro per le aziende aretine di autotrasporto che mettono benzina nel motore dell’economia. Sulla stessa lunghezza d’onda Edoardo Testini, "padroncino": anche lui fa fatica a tenere in equilibrio i conti della sua impresa. "Ho calcolato un rincaro netto al mese di circa novecento euro. Ho fatto il pieno di carburante a 2,10 euro al litro: così diventa una roulette russa e le piccole aziende come la mia sono messe in serio pericolo. Se sarà proclamato il fermo totale, io aderirò sicuramente".
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Per far fronte a questa crisi Unatras chiede l’emanazione di un decreto attuativo del credito d’imposta di 100 milioni, ristori per il mantenimento degli strumenti di compensazione, interventi a sostegno della liquidità delle imprese, la compensazione immediata dei rimborsi delle accise e l’adozione di un quadro di aiuti temporaneo a livello europeo.
Ma a patire il caro-carburante sono anche le aziende di trasporto pubblico locale: una spirale che potrebbe avere effetti perfino sulle gite che caratterizzano i mesi primaverili. Per non parlare dei rincari su traghetti e biglietti aerei: un quadro d’insieme che rischia di avere effetti pesanti perfino sulle vacanze degli aretini.
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