Arezzo, centrodestra con il fiato sospeso: Comanducci è l’ultima spiaggia. Addio del Pd al campo larghissimo
A sinistra: Ceccarelli e Donati nell’ultimo tentativo di siglare un accordo. A destra: Comanducci e Gamurrini
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Arezzo, 9 marzo 2026 – “Si aspetta Marcello”, dicono ai piani alti del centrodestra. Nel fronte progressista ci si avvia verso il “c’eravamo tanto amati” tra Ceccarelli e Donati. Due istantanee che registrano le posizioni in campo negli schieramenti a poco più di due mesi dal voto. Nel centrodestra “si aspetta Marcello”, un po’ con quel pizzico di scaramanzia che precede i grandi snodi della politica, un po’ con la speranza di chiudere il cerchio dopo mesi sulle montagne russe. Ora Marcello Comanducci è l’approdo della coalizione, il “porto sicuro” verso il quale Fratelli d’Italia ha impostato la rotta della coalizione e aperto il canale di confronto.
In realtà i contatti non si sono mai interrotti ma certo si sono fermati un millimetro prima del ticket Comanducci-Gamurrini al governo di Palazzo Cavallo. Perchè i due ex assessori della prima giunta Ghinelli parlano a una voce sola e insieme hanno deciso di affrontare la scalata alla testa di tre-quattro liste civiche alle quali stanno già lavorando. E che probabilmente giovedì, nell’assemblea dei cittadini che hanno aderito al loro progetto civico, prenderanno il largo in una campagna elettorale che si annuncia tesissima.
Il punto politico irrisolto
Ma il punto - politico - resta ad ora irrisolto e su questo si intensificano i contatti con i due ex assessori: il possibile passo di lato di Gamurrini rispetto al ruolo di vicesindaco. Viene considerato come punto di caduta del patto politico che porterebbe l’amico fraterno Comanducci a correre come candidato sindaco di uno schieramento molto ampio che tiene in sè le forze politiche tradizionali e un altrettanto vasto fronte civico. Un’occasione forse unica per il centrodestra in versione 5.0 di confermare il governo della città ma con un’iniezione robusta nel segno dell’innovazione tanto evocata in questi mesi, sopratutto dai meloniani. Se si arrivasse al passo di lato sulla casella di vicesindaco, Gamurrini potrebbe guidare un assessorato “di peso” e mantenere comunque un ruolo centrale nei futuri assetti di governo.
Resta da capire quanto i due ex assessori siano disposti a rivedere le posizioni finora assunte in modo molto determinato. Tornare indietro accettando la mediazione col centrodestra o andare avanti da soli e puntare tutto sul ballottaggio? E se affidassero la scelta proprio all’assemblea di giovedì? Un’eventuale corsa in solitaria con le civiche significherebbe drenare consensi nella stessa area politica e costringere il centrodestra a ricominciare da capo la ricerca di un candidato sindaco.
Sul versante progressista l’attesa per un possibile - e molto auspicato - accordo tra Ceccarelli e Donati sembra essere finita con un nulla di fatto. Sabato sera i due leader avrebbero avuto l’ennesimo incontro per cercare la quadra, ma l’intesa sfuma. E si profila una corsa a due nello stesso campo di gioco.
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