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Crisi energetica. L’Italia scuote il vertice Ue: “Serve molto più coraggio”

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24.04.2026

La presidente della Commissione europea, Ursula Von der Leyen, in arrivo al summit informale di Cipro

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Roma, 24 aprile 2026 – “L’Europa deve essere molto più coraggiosa”. È netta la posizione della presidente del Consiglio Giorgia Meloni all’apertura del vertice informale dei leader Ue ad Agia Napa, nell’isola di Cipro. La premier ha sostenuto la necessità di agire in anticipo sulle crisi, evitando ritardi che possono costare caro: “Quando ci muoviamo troppo tardi il prezzo da pagare è sempre molto alto”. Tanti i temi caldi al centro del summit cipriota (che terminerà solamente oggi e al quale non parteciperà per la prima volta dopo sedici anni il premier uscente Viktor Orban): la guerra in Ucraina, la crisi in Medio Oriente, la chiusura di Hormuz e la relativa crisi energetica.

Preoccupa molto, infatti, la chiusura dello Stretto, anche se per il momento i vertici dell’Ue escludono strumenti come il Recovery plan post-Covid (ovvero il Pnrr). Ma se Hormuz non verrà riaperto, sostengono da Bruxelles, “sarà una catastrofe e un piano servirà”. Il dossier energetico divide i vari Paesi membri: da una parte c’è la Spagna che spinge sulle rinnovabili, mentre dall’altra l’Italia punta alla sospensione del Patto di stabilità (ipotesi che però non convince la Commissione europea). “Abbiamo un’emergenza legata all’autotrasporto – ha commentato la premier Meloni –. Rischia di impattare su tutti i beni di consumo e quindi sull’inflazione”. E all’arrivo alla riunione informale dei leader Ue a Cipro ha parlato dell’ipotesi dello scostamento di bilancio: “Vediamo, noi dobbiamo vedere quali sono le regole che abbiamo e poi decideremo come muoverci a livello nazionale. Al momento non escludiamo niente”.

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Meloni, infatti, ritiene “ragionevole” la proposta della Commissione Ue sugli aiuti di Stato, ma “sappiamo che quando si parla di aiuti lo spazio fiscale non è lo stesso per tutti” e che serve quindi un approccio più equo. Ieri, invece, è scattato il via libera al prestito di 90 miliardi di euro a favore dell’Ucraina e al ventesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia. Il Consiglio dell’Ue – sotto la guida cipriota - ha approvato all’unanimità dei 27 Paesi membri le due misure, superando anche i due veti di Slovacchia e Ungheria (entrambe soddisfatte perché hanno ricevuto il petrolio dopo le riparazioni dell’oleodotto Druzhba). “L’erogazione del prestito inizierà il prima possibile – ha detto il ministro delle Finanze cipriota Makis Keravnos -, fornendo un sostegno vitale alle esigenze di bilancio più urgenti dell’Ucraina”.

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Due decisioni applaudite dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen: “Mentre la Russia intensifica la sua aggressione – scrive su X –, noi rafforziamo il sostegno alla coraggiosa nazione ucraina”. “Adesso dobbiamo avviare – ha commentato il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa – il primo ciclo di colloqui per l’adesione di Kiev all’Unione”. E Zelensky – che a Cipro ha partecipato al vertice informale dei leader Ue – ringrazia e (soprattutto) rilancia: “Il ventesimo pacchetto è stato sbloccato e dovrà essere seguito da ulteriori misure sanzionatorie”. Il leader ucraino prevede di ricevere la prima tranche dei 90 miliardi di euro entro la fine di maggio o l’inizio di giugno e che i finanziamenti saranno destinati all’esercito e al potenziamento della produzione della difesa aerea per proteggere il sistema energetico. “Continueremo a lavorare – ha aggiunto Zelensky – per spingere la Russia verso una vera diplomazia che ponga fine alla guerra”.

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