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Nell’aula Giulio Cesare l’incontro dei giovani con le istituzioni

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12.03.2026

Roma e Siena, ieri, si sono ritrovate unite da un filo prezioso: quello dell’educazione. Guidati dal cardinale Augusto Paolo Lojudice,...

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Roma e Siena, ieri, si sono ritrovate unite da un filo prezioso: quello dell’educazione. Guidati dal cardinale Augusto Paolo Lojudice, arcivescovo di Siena-Colle di Val d’Elsa-Montalcino, 250 studenti del liceo scientifico Galileo Galilei di Siena, insieme a dirigenti scolastici e docenti, hanno raggiunto la capitale per un incontro che ha saputo intrecciare spiritualità e responsabilità pubblica: l’udienza con il Santo Padre, Papa Leone XIV. Con loro anche una rappresentanza delle istituzioni: la giunta di Montalcino, il senatore e sindaco Silvio Franceschelli e l’assessore all’istruzione di Siena, Lorenzo Lorè.

"Accompagnare 250 studenti in udienza dal Santo Padre è stato un momento intenso e profondamente significativo – afferma Franceschelli –. Vedere tanti giovani riuniti in ascolto, in un clima di attenzione e rispetto, dà il senso autentico del valore di questa esperienza".

"Una bellissima mattinata con tanti ragazzi e ragazze del Liceo scientifico – osserva Lorè –. È stato bellissimo durante l’udienza sentir citata la scuola, insieme a un messaggio molto significativo. Ritorniamo a casa con una riflessione molto profonda". Nel pomeriggio la delegazione è stata accolta in Campidoglio, dove nell’aula Giulio Cesare è stata ricevuta dalla presidente dell’assemblea capitolina Svetlana Celli e dall’assessora all’istruzione di Roma Claudia Pratelli.

"Sono legata a Siena personalmente – afferma Claudia Pratelli –, ma c’è anche un rapporto storico profondo tra le due città. È una grande emozione vedere dei ragazzi in aula Giulio Cesare che è il centro della democrazia della nostra città. Per questo è così prezioso vederla popolata da giovani, non si tratta solo di vederli come investimento sul futuro, o almeno non solo, ma si tratta anche di valorizzarli nel qui ed ora".

"Questo clima è emozionante, vedere tutti questi giovani perché riesce a dare il senso di una responsabilità e di quanto l’amministrazione pubblica sia di fondamentale importanza – afferma Svetlana Celli –. Da una parte il Comune e dall’altra la Chiesa per un’unica direttrice che è la storia. Questo è il messaggio più importante: lavorare come due spalle insieme per appoggiare la crescita e la formazione per i giovani".

La giornata si è così compiuta come un dittico armonioso: da una parte l’ascolto della parola spirituale, dall’altra la lezione silenziosa delle istituzioni. Tra questi due poli si è stagliata la presenza dei giovani, non semplici promesse del domani, ma interlocutori dell’oggi.

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