La Chiesa spegne i cellulari: “Non regalateli ai bimbi che fanno la comunione”

Varie ricerche evidenziano una relazione negativa tra precocità digitale e scuola (foto repertorio)

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Colle di Val d’Elsa (Siena) – C’è una domanda che attraversa silenziosa le nostre case, insinuandosi tra notifiche e schermi luminosi: si può davvero crescere e far crescere, con uno smartphone in mano, senza smarrire la rotta? È da questo interrogativo, tanto attuale quanto ineludibile, che prende le mosse la conferenza ’Crescere con lo smartphone? Sfide educative dei nostri tempi’, promossa dalle parrocchie di Colle Alta (in provincia di Siena) in collaborazione con l’Ufficio Scuola diocesano, in programma martedì 24 alle 18 al Teatro Sant’Agostino di Colle di Val d’Elsa.

Don Giuseppe Acampa, parroco di Colle Alta, ne spiega il senso: “La sfida principale è sicuramente quella di accompagnare i ragazzi in un mondo che cambia velocemente. Lo smartphone, il tablet, e la tecnologia in generale sono strumenti che fanno ormai parte della quotidianità dei nostri giovani. Tuttavia, è necessario affrontarli con consapevolezza. Non possiamo ignorare l’impatto che hanno sulla loro vita sociale, scolastica e spirituale. La vera difficoltà sta nel riuscire a integrare queste tecnologie in modo equilibrato e responsabile, evitando che diventino una distrazione o, peggio, un ostacolo al loro sviluppo umano e spirituale”.

Maturità e consapevolezza

Don Acampa insiste sulla necessità di maturità e consapevolezza, qualità che non si scaricano da un’app né si acquistano in confezione regalo: “Ad esempio non demandare alla tecnologia l’educazione dei figli. Il consiglio è chiaro: per la cresima o la comunione è meglio evitare di regalare smartphone, tablet o telefoni. L’uso di questi strumenti richiede maturità e consapevolezza. Importanti progetti di ricerca evidenziano una relazione non positiva tra precocità digitale e performance scolastiche”.

La tecnologia nella catechesi

Anche l’esperienza della catechesi, specchio fedele della realtà quotidiana, non resta immune a questa trasformazione: la tecnologia, se mal governata, rischia di sottrarre attenzione proprio là dove sarebbe più preziosa. Alla serata saranno presenti e interverranno anche i dirigenti scolastici colligiani.

“Purtroppo – osserva don Acampa – anche nell’esperienza del catechismo si verifica quanto evidente a scuola: riduzione dei tempi di attenzione, difficoltà alla concentrazione. Diventa difficile trovare chi legga fluentemente un brano del Vangelo piuttosto che una stazione della Via crucis”.

Navigare con sapienza

La risposta, tuttavia, non è spegnere gli schermi, ma accendere le coscienze. “Come comunità cristiana, il nostro ruolo è quello di offrire occasioni di riflessione e confronto che aiutino a navigare nel mondo digitale con sapienza. Non possiamo limitare i ragazzi, ma possiamo aiutarli a vivere il digitale con un’educazione che tenga conto della loro crescita spirituale”, conclude don Acampa. Una bussola, non un divieto, per restituire profondità al cammino umano e spirituale delle nuove generazioni.

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