Toscana 2050, quasi nei tropici. I giorni oltre i 35 gradi raddoppieranno

Il 2025, in Toscana, è stato il quarto anno più caldo dal 1955 a oggi (foto Giuseppe Cabras/New Press Photo)

Articolo: Nel 2025 in Toscana 41 eventi meteo estremi: ecco quali. Tra le regioni più colpite d’Italia

Articolo: "Chiudo il mio negozio per fare la mamma", la decisione di Ilenia. E ora l’attività storica cerca una nuova guida

Articolo: Lavastoviglie e cancelli ‘bruciati’ dai fulmini, migliaia di euro di danni

Firenze, 17 marzo 2026 – Tanto caldo, molta pioggia. Se il 2025, in Toscana, non ha conquistato il podio, è comunque il quarto anno più caldo dal 1955 a oggi, con una media oltre i 15 gradi. È la fotografia scattata dal Lamma, il Laboratorio di monitoraggio e modellistica ambientale per lo sviluppo sostenibile della Toscana, che ieri ha presentato i dati dell’anno passato, ma anche alcune proiezioni per il 2050. Rispetto al periodo 1991-2020, è stato spiegato, il 2025 ha registrato una temperatura media superiore di 1,11 gradi centigradi.

Il geologo Tozzi all’Università con ’Noi siamo natura’. “Dobbiamo smettere di edificare sulla costa”

Se però confrontiamo il dato con la media del 1961-1990, l’aumento risulta ancora più evidente: ben +2,05 °C. Il dato regionale è coerente con il quadro italiano ed europeo: a livello globale, il 2025 è stato infatti il terzo anno più caldo mai registrato, dopo il 2024 e il 2023. Ma le alte temperature non sono state l’unica caratteristica: il 2025 ha infatti registrato anche precipitazioni sopra la media (più venti per cento), con surplus che risultano essere particolarmente marcati nella parte nord della regione.

Tra gli eventi più significativi dell’anno, le piogge eccezionali sulla Riviera Apuana, che hanno visto cadere, a Massa, oltre 2.100 millimetri di pioggia, circa il 75% in più della media. Precipitazioni intense anche il 14 marzo 2025 a Sesto Fiorentino e nel bacino della Sieve; e ancora il 20 agosto e il 9 settembre all’isola d’Elba, con allagamenti e, nella prima data, un eccezionale quantitativo di fulmini. Infine la temperature del Mediterraneo che a giugno ha registrato il record di 23,86 gradi.

La sfida per il futuro

"Monitorare con continuità quello che accade sul nostro territorio è fondamentale per comprendere i rischi e supportare le politiche pubbliche – ha detto il direttore del Lamma, Bernardo Gozzini – Il valore dei centri di competenza a scala regionale è ancora più importante quando parliamo di scenari per il clima del futuro, cioè di quello che accadrà nei prossimi anni, grandi centri internazionali producono scenari climatici globali e nazionali molto solidi. La sfida ora è declinarli a livello regionale, per capire con maggiore precisione quali impatti ci attendono in Toscana. Su questo sarebbe importante un ulteriore sforzo della Regione. Investire in questo tipo di conoscenza significa dotare la Toscana di strumenti utili per pianificare il futuro: dall’agricoltura alla gestione dell’acqua, dalla salute alla progettazione delle città». «L’aumento delle piogge - ha detto il presidente della Regione, Eugenio Giani - con fenomeni come le ‘bombe d’acqua’, confermano che la difesa del suolo si pone come una priorità assoluta. Avere un punto di riferimento regionale resta essenziale per leggere questi fenomeni e per calibrare azioni e programmare interventi mirati».

Ma cosa succederà nei prossimi anni? Il Lamma ha provato a raccontarlo nel calendario 2026 che, mese per mese, analizza i possibili scenari del 2050. «Per l’estate - ha spiegato Gozzini - ipotizziamo nel 2050 una maggiore frequenza di blocchi anticiclonici subtropicali, con un afflusso più frequente di aria calda dal Nord Africa. Questo potrebbe portare a un raddoppio delle giornate sopra i trentacinque gradi. Anche la primavera sta cambiando: con temperature più alte, le fioriture delle colture mediterranee, come l’olivo, potrebbero avvenire con due settimane di anticipo, aumentando il rischio in caso di gelate». Previsti anche altri fattori: una riduzione della neve del 40-50 per cento, meno giorni di gelo (10-15 in pianura e 20-25 in montagna sotto gli zero gradi), un settembre con caratteristiche quasi estive.

© Riproduzione riservata


© La Nazione