Nella morsa criminale. La procura in affanno: “Ampliare l’organico”. Ma il ministro dice “no” |
Il procuratore Luca Tescaroli
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Articolo: Un “laboratorio criminale multietnico”, ma gli organici restano carenti. Tescaroli scrive al ministro. Domani la trasmissione su Tv Prato e l’approfondimento su La Nazione
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Prato, 1 aprile 2026 – Una procura della Repubblica di medie dimensioni ed estese competenze, che soffre ab origine, del sottodimensionamento della pianta organica dei magistrati: dieci di cui un procuratore e nove sostituti. “Assolutamente inadeguata per la competenza circondariale del territorio, con una popolazione di 279.759 abitanti, compresi quelli di Calenzano (18.109). La previsione di nove sostituti non è sufficiente a fronteggiare la poliedrica situazione delinquenziale che si è acuita negli ultimi due anni durante i quali si è assistito a una significativa concentrazione quantitativa e qualitativa di delitti mai registrata negli anni precedenti”.
A metterlo nero su bianco, per l’ennesima volta, è stato il procuratore di Prato Luca Tescaroli che ha scritto una lunga lettera indirizzata al ministro della Giustiziai Carlo Nordio, al Csm e al procuratore generale della Corte di Appello di Firenze. Il motivo era quello di chiedere rinforzi per un ufficio in cui le notizie di reato, dati alla mano, si stanno moltiplicando a dismisura. Tescaroli ha chiesto non solo la copertura di uno dei nove posti rimasto scoperto (attualmente i pm in servizio sono sette, l’ottavo arriverà a metà a giugno) ma soprattutto l’ampliamento della pianta organica della procura di due unità.
La risposta del ministro Nordio è arrivata un mese dopo, il 12 marzo, e non è stata foriera di buone notizie: in sostanza il ministro ha risposto di non vedere la necessità di un ampliamento della pianta organica che era già stata aumentata di un posto nel 2016 e di un altro nel 2020. Da allora tutto è rimasto uguale (con scopertura cicliche a seconda di trasferimenti o impedimenti personali dei vari pm) di fronte a un quadro criminologico che invece ha cambiato pelle ed è diventato sempre più complesso e violento (come dimostrano le inchieste non solo alla procura di Prato ma anche quelle alla Dda e alla procura Europea oltre all’interesse dei media).
“La realtà criminale che l’ufficio è chiamato a fronteggiare è caratterizzata da una complessità e da una notevole pericolosità criminale che è stata sottovalutata e che si è intensificata”, ha scritto Tescaroli.
A sostegno della richiesta il procuratore ha snocciolato i dati delle notizie di reato arrivate anno dopo anno in procura. Nel 2021 sono stati trattati 6.566 fascicoli a carico di noti e 3.698 a carico di ignoti; nel 2022 6.509 contro noti e 4.283 contro ignoti; nel 2024 7.416 noti e 4.562 contro ignoti. Nel 2025 la situazione è esplosa con 7.264 (a cui ne vanno aggiunti 452 non iscritti in tempo a causa di ritardi tecnici) e 5.136 contro ignoti. I numeri non mentono. Come quelli delle intercettazioni che in tre anni sono quadruplicati passando da 278 obiettivi intercettati nel 2023 a 1.232 nel 2025.
Ma i numeri sono “aridi” e se da un lato offrono il quadro complessivo di un sistema, dall’altro non descrivono la pericolosità e la qualità del fenomeno. Per questo è sufficiente ricordare solo alcuni degli episodi che negli ultimi anni hanno sconvolto la città. Plurime spedizioni punitive nei confronti di lavoratori in sciopero, incendi vari (fra cui quello di un’auto fuori dall’Art hotel con tanto di bara e foto), il triplice attacco incendiario del febbraio 2025 (tre ditte a Prato bruciate e due all’estero), il disastro al deposito Eni di Calenzano (ben cinque morti), gli omicidi commessi dalla guardia giurata contro le escort (l’ultimo la notte fra il 14 e il 15 maggio di un anno fa) , l’alluvione del novembre 2023, l’omicidio a Vernio di Anna Viliani uccisa dal figlio con 50 coltellate, la gambizzazione di un cinese nell’agosto scorso, l’evasione dalla Questura di un pericoloso trafficante di droga cinese.
E poi i reati collegati a gruppi criminali cinesi che non si muovono come un vero e proprio “monolite ma come distinti gruppi criminali in grado di interagire fra di loro con assetto verticistico”: brutali aggressioni, minacce, intimidazioni, tentati omicidi, sparatorie, sequestri di persona. Solo di recente sono stati scovati un deposito di armi a Vernio, un laboratorio in via Curtatone dove erano prodotte pistole clandestine, e un commando armato fino ai denti fermato in strada. Segno che le armi circolano a Prato. Tutto frutto di lavoro di indagini complesse che la procura deve affrontare con un organico sottodimensionato rispetto ad altre realtà, come quella di Lucca e Pisa dove il pm sono dieci più il procuratore. La speranza era che il ministro ascoltasse queste “suppliche” come è stato per le forze dell’ordine che negli ultimi mesi hanno ottenuto rinforzi. O almeno che fosse mostrato un po’ di interesse come ha fatto il ministro Piantedosi che nell’agosto scorso è venuto a Prato dimostrando sensibilità per il territorio e facendo promesse (alcune attendono ancora).
Ma sulla richiesta di un aumento dell’organico della procura c’è stata una chiusura totale. Di recente il ministro Nordio è passato da Prato per la campagna referendaria. Qualcuno ha sperato che facesse capolino al palazzo di giustizia. Così non è stato. Purtroppo va segnalato che negli ultimi 20 anni di appelli e lettere ne sono stati lanciati e scritti tanti ma tutti sono sempre caduti nel vuoto.
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