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Due amici maratoneti per caso. Sei città per le gare e una medaglia: "Pronti a coinvolgere le mogli"

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15.03.2026

Sandro Morè e Paolo Ferranti, runner. tesserati con Sport Events Cortona

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Sei città, sei maratone, una medaglia sola. Sandro Morè e Paolo Ferranti, runner cortonesi tesserati con Sport Events Cortona, hanno completato il circuito Abbott World Marathon Majors — Tokyo, Boston, Londra, Berlino, Chicago e New York City — le Six Stars, il riconoscimento più ambito nel mondo del podismo amatoriale, assegnato a chi porta a termine tutte e sei le tappe, nell’arco di anni, città per città.

Eppure, tutto era cominciato nel 2019 quasi per scherzo. Sandro, in vista dei cinquant’anni, aveva deciso di portare la famiglia a New York per festeggiarli — con una maratona nel mezzo, nonostante non avesse mai corso.

"Era più una scusa per andare in vacanza che una vera sfida sportiva", racconta. In palestra ne aveva parlato con Paolo, che con lo stesso spirito aveva detto sì.

I primi allenamenti andarono malissimo — già dopo pochi chilometri erano a pezzi.

Poi arrivò il covid, poi New York 2021 rimase chiusa agli stranieri, e i due scelsero Roma come prima vera prova a settembre di quell’anno: tre mesi con il coach Andrea Spensierati, che fu diretto — "al massimo posso fare in modo che non vi facciate male".

Ce la fecero, correndo tutta la gara senza mai fermarsi. Quell’arrivo fu la miccia. A ottobre 2022 arrivò New York, con tempi migliori e una scoperta destinata a cambiare tutto: il circuito Abbott World Marathon Majors. "Sempre un po’ per gioco abbiamo detto: dai, facciamo anche le altre". Detto fatto: Berlino, Londra, Chicago, Boston e infine Tokyo, dove si sono fermati tredici giorni per il Giappone: "perché la maratona è sempre una scusa per andare a vedere il mondo".

La strada verso Tokyo però non è stata tutta in discesa. Sandro aveva corso Chicago con il legamento crociato e il menisco lesionati, con un tutore al ginocchio, per poi operarsi subito dopo il rientro. Boston era arrivata appena cinque mesi dopo l’intervento. Tokyo è andata meglio delle due precedenti: "il ginocchio va un pochino meglio, anche se non è ancora al cento per cento", ma questa volta il cronometro non era la priorità. "Il nostro obiettivo non era fare un buon tempo, ma divertirci e goderci ogni momento, perché era l’ultima. Volevamo correrla guardandoci intorno, per il piacere di farlo".

Il futuro? Il circuito ha già aggiunto Sydney e potrebbe includere presto Città del Capo. Sandro non esclude nulla. L’obiettivo più vicino è allargare il gruppo: Angela Bruni, moglie di Sandro e già a tre Major, punta a chiudere il suo cerchio con Berlino, Londra e di nuovo New York. E c’è la speranza di coinvolgere anche Margherita, moglie di Paolo, finora sempre presente come supporter. "Così potremo correre tutti e quattro insieme. Andremo avanti fino a che regge il fisico e la voglia. Se l’abbiamo fatto noi, lo può fare chiunque".

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