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Vaccini, questione di civiltà

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06.10.2019

Firenze, 6 ottobre 2019 - Tutti hanno paura dei vaccini, io per esempio vinco da sempre i campionati del panico. Da piccola piangevo solo sentendo il freddo del cotone imbevuto d’alcol sulla pelle dell’avambraccio. Crescendo le cose non sono migliorate: ho smesso di piangere per ovvio pudore, ma la pur vaga idea della siringa mi fa chiudere lo stomaco, ed evito ogni contatto con qualsivoglia ago che non sia necessario. Ecco la parola magica: necessario. Perfino una razionalista come mia madre tremava di paura – così mi raccontò – quando dovette vaccinarmi contro il morbillo: le avevano parlato dei possibili effetti collaterali (se ne parlava anche all’epoca, ben più di trent’anni fa), e lei non ci dormì per un paio di notti. Ciò detto, non le passò per l’anticamera del cervello di evitare a lei e a me il supplizio.

Negli anni ‘80 le parole No Vax erano ben lungi dall’essere anche solo immaginate. Ora: l’ondata dell’antivaccinismo mondiale non è certo nuova, ma ieri mi ha fatto effetto leggere che in Toscana, nel 2019, sono più di 2mila i bambini che non hanno mai fatto alcun vaccino. È un numero che fa percentuale e........

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