La pace di San Francesco, “da costruire nelle scuole”
L’evento che si è tenuto in Sapienza (foto Del Punta)
Pisa, 5 marzo 2026 – “Mi trovo in Giordania e quando esco dalla mia stanza e il cielo è limpido vedo di fonte a me i grattacieli e le case di Gerusalemme. In questi giorni vedo i lampi di fuoco dei colpi della contraerea”. Padre Francesco Patton, già Custode di Terra Santa e profondo conoscitore delle dinamiche del dialogo in contesti segnati da conflitti, ha parlato oggi pomeriggio in collegamento live di fronte a una platea gremita a Palazzo della Sapienza in occasione dell’evento “Francesco d’Assisi e la costruzione della pace” inserito nella rassegna “San Francesco 1226-2026. Spiritualità, dialogo e fratellanza nel mondo globale”, promossa dall’Università di Pisa e dal Cidic e di cui Qn La Nazione è media partner. Un’iniziativa che celebra la figura del santo di Assisi a 800 anni dalla morte, attraverso incontri, lectio magistralis, seminari, spettacoli teatrali. L’evento, che ha registrato il tutto esaurito, ha visto la partecipazione di Agnese Pini, direttrice di Qn, della giornalista Giovanna Botteri, dell’arcivescovo di Pisa, Saverio Cannistrà.
A fare gli onori di casa il rettore dell’Università di Pisa, Riccardo Zucchi, che ha detto: “Abbiamo provato ad accendere un riflettore non solo su Francesco, ma sulla necessità di costruire un dibattito pubblico orientato ai valori e agli ideali, per stimolare, nell’ambito della cosiddetta terza missione universitaria, una riflessione sulle grandi domande dell’esistenza umana”. L’incontro è stato moderato da Enza Pellecchia, professoressa ordinaria di Diritto costituzionale all’Università di Pisa e prorettrice per la coesione della comunità universitaria e per il diritto allo studio. “Operare per la pace in questo contesto – ha aggiunto Padre Francesco Patton – per noi ha voluto dire in gran parte metterci al servizio di tutti, occuparci della cura dei luoghi santi ma abbiamo svolto un’attività pastorale lungo i secoli e sviluppato attività sociali, delle quali la più importante è stata l’istituzione delle scuole di Terra Santa: la prima risale al 1598 ed era a Betlemme e da lì in avanti ne sono nate tante. Oggi ne gestiamo una ventina con più di 10mila studenti. Le scuole, che per la maggior parte sono composte per il 50% da cristiani e l’altro 50% da musulmani, sono il miglior laboratorio della pace perché sono il luogo in cui educhiamo all’accoglienza reciproca e alla pace”.
“Oggi che i venti di guerra sono così forti è importante recuperare il messaggio di San Francesco sull’importanza della pace, del dialogo e della giustizia sociale che sono profondamente attuali – ha detto la giornalista Botteri –. E’ giusto parlarne ricordando Papa Bergoglio e il discorso che fece ponendo l’attenzione sulla minaccia della terza guerra mondiale. Francesco ha dimostrato che si può sempre fare qualcosa e il messaggio è che non solo si può, ma si deve”. La rassegna prosegue con l’evento “Francesco e la moda” in programma domenica 8 marzo alle 17 al Museo della Grafica con Lorenzo Cantoni (Usi – Lugano) e l’introduzione di Adriano Fabris, Diego Fiorini e Alessandro Tosi. Tutte le informazioni sulla rassegna e il programma completo degli appuntamenti sono consultabili sul sito ufficiale: www.sanfrancesco2026.unipi.it.
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