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Colleghi e vicini sotto choc: "Colpiti e addolorati"

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01.03.2026

Via Cattaneo,. dove abitava la vittima, Gabriele Citrano

Si era trasferito a Pisa nell’ottobre del 2020, in piena emergenza Covid. Gabriele Citrano, 33 anni, originario di Palermo, viveva in via Cattaneo e lavorava come designer di cucine nello store pisano di Ikea. Il giovane ha perso la vita nell’omicidio avvenuto in via Reginaldo Giuliani, nella zona di Firenze Rifredi, nella notte tra giovedì e venerdì. Un credito non riscosso - di circa 2000 euro - per una partita di droga sarebbe alla base della rissa coi coltelli che è sfociata nell’uccisione del 33enne. Citrano si era laureato nel 2018 in Disegno industriale all’Università di Palermo. Prima di entrare in Ikea, tra la primavera del 2019 e l’autunno del 2020, si era trasferito prima a Torino, lavorando come freelance nel settore della modellazione e del rendering per interior design, poi nell’autunno del 2020 si era trasferito in città dove era stato assunto nello store pisano della catena svedese. Citrano ha lavorato per quattro anni come addetto alle vendite, ricoprendo varie mansioni, dalla gestione degli ordini alla sistemazione dei reparti. Poi più di un anno nella squadra di assistenza ai clienti, ruolo affiancato con l’attuale specializzazione in progettazione delle cucine. Da quanto appreso, il giovane palermitano sarebbe mancato da lavoro dallo scorso dicembre perché in malattia.

"Abbiamo appreso la notizia e siamo umanamente colpiti e addolorati" hanno comunicato da Ikea. La vittima non era sola a Pisa, infatti in città vive anche il fratello. Il 33enne era solito frequentare le attività del quartiere di Porta Fiorentina dove viveva. "Ogni mattina veniva a fare colazione qua, sembrava un ragazzo tranquillo" lo descrivono così le dipendenti di un bar.

Un quartiere, quello di Porta Fiorentina, da anni al centro del dibattito su "sicurezza" e "legalità". Recentemente si sono create anche tensioni in occasione del corteo "Oggi non si spaccia", organizzato dal Comitato di Porta Fiorentina e dall’associazione Sguardo di Vicinato, quando una contromanifestazione di circa 200 attivisti riconducibili a sigle della sinistra radicale ha tentato in più momenti di occupare la strada con l’obiettivo di impedire lo svolgimento del corteo dei comitati di quartiere.

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